Parliamo di edilizia, sicurezza ed innovazione.

Un bellissimo video di Idealwork sulla realizzazione di SassoItalia®, il pavimento naturale, accessibile e di alto valore architettonico.

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I pavimenti in resina industriali possono essere la giusta soluzione in un contesto produttivo solo se correttamente progettati in funzione della specifica destinazione d’uso.
“Pavimenti in resina” difatti è un termine che comprende una gran varietà di prodotti, con spessori, costi, prestazioni ed aspetti estetici molto diversi tra loro.
Avvalendosi della consulenza di un tecnico esperto in pavimenti in resina industriali, occorrerà individuare quale tipologia di pavimentazione risulta essere la più idonea, demandando solo ad una fase successiva la redazione di un preventivo economico.
La scelta di una errata tipologia di pavimento in resina, condizionata da aspetti economici più che tecnici, può portare a gravi conseguenze, quali scarsa durabilità del manufatto, inagibilità totale o parziale del pavimento con conseguente necessità di asportare e rifare la pavimentazione, revoca di abilitazioni ASL, HACCP, FDA, etc..
Un tecnico qualificato dovrà individuare la “retta via”, valutando:
• Destinazione d’uso del pavimento.
• Condizioni ambientali.
• Stato del sottofondo (contaminazioni, degrado, resistenze, umidità, barriera al vapore, etc..)
• Aspetto estetico richiesto.
• Aggressioni chimiche e meccaniche future.
• Rispetto di normative sanitarie o di sicurezza.

Il recente documento “linee guida per prescrizione, posa, controlli, verifica finale e manutenzione di sistemi resinosi continui” (disponibile nella nostra area download) edito da Conpaviper si offre come strumento valido e gratuito per una corretta interpretazione del panorama dei pavimenti in resina industriali. Il testo, di facile lettura anche per i non addetti ai lavori, dovrebbe essere di estremo interesse per impresari, tecnici, uffici acquisti, utilizzatori finali e per tutte quelle persone che si trovano nella necessità di appaltare ed acquistare un pavimento in resina.
Le linee guida Conpaviper, seguendo le norme vigenti e la situazione di mercato, identifica i trattamenti ed i rivestimenti in resina per pavimenti industriali in otto macro-categorie:

  • Trattamenti impregnanti incorporati
  • Rivestimenti pellicolari
  • Rivestimenti multistrato
  • Autolivellanti
  • Rivestimenti in malta spatolata
  • Sistemi antistatici-conduttivi
  • Sistemi ad alta resistenza chimica
  • Pavimenti decorativi.

Queste macro-categorie standard presentano al loro interno molteplici varianti di prodotti, che si distinguono per natura chimica del legante e caratteristiche applicative.
Solo un corretto e trasparente scambio di informazioni con il committente permetterà di identificare la soluzione con il giusto rapporto prestazioni/durabilità/prezzo.

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I pavimenti industriali in ambienti esterni, sono molto spesso soggetti ad un rapido ed inarrestabile degrado, a causa di molteplici fattori.
Generalmente, le cause del degrado vengono imputate ai cicli di gelo e disgelo ed allo spargimento di sali disgelanti, tuttavia queste sono solo cause conseguenti ad una errata considerazione del pavimento in fase progettuale e costruttiva. E’ difatti una abitudine consolidata, quantomeno in Italia, preoccuparsi della resistenza e della durabilità di pareti, pilastri, coperture, e di non curarsi minimamente della pavimentazione, la quale viene considerata un semplice getto di “buon calcestruzzo”, appaltato in fretta e furia con la tecnica del miglior prezzo.
Questa misconoscenza del calcestruzzo ha portato alla realizzazione di milioni di metri quadri di pavimenti esterni incompatibili con i cicli di gelo e disgelo ed allo spargimento di sale, i quali presentano gravi lesioni dello strato corticale già dopo il primo inverno.

Il fenomeno del gelo e disgelo, non era prevedibile?

Nel centro e nord Italia, come nella maggior parte dell’Europa, la durabilità del calcestruzzo nei confronti dei cicli di gelo e disgelo, non può non essere presa in considerazione anche dal costruttore più improvvisato.
L’effetto di espansione del ghiaccio in una superficie satura di acqua, produce danni considerevoli e difficilmente riparabili su una struttura soggetta a traffico veicolare.
Esistono diverse “scuole di pensiero” su come andrebbe realizzato un pavimento in calcestruzzo soggetto a cicli di gelo-disgelo e spargimento di sale, tuttavia appare chiaro a chiunque che un pavimento soggetto a queste aggressioni non può essere realizzato con gli stessi materiali utilizzati in pavimenti interni (cosa che invece accade nel 90% dei casi, per motivi esclusivamente economici).

Come riparare al danno?

Una superficie carrabile gravemente compromessa, non può essere riparata con malte “standard” come nel caso di superfici verticali. Occorrono prodotti in grado di resistere alle intemperie, allo spargimento di sali, al traffico di autoarticolati e muletti ed all’eventuale ristagno di acqua piovana geliva.
Nel corso degli scorsi decenni abbiamo testato vari sistemi di ripristino, i quali tuttavia garantivano una durabilità limitata nel tempo. La realizzazione e lo sviluppo di un sistema ad hoc, ha consentito finalmente di applicare ripristini realmente duraturi.
Il sistema da noi utilizzato prevede:

  • Demolizione superficiale tramite scarifica della zona ammalorata, sino al raggiungimento di uno strato di calcestruzzo “sano”, consistente e privo di contaminazioni.
  • Idrolavaggio ad alta pressione
  • Applicazione di specifica malta ATEF-str-MF4 a base polimero-cementizia, impermeabile, fibrorinforzata ed a rapido indurimento.
  • Lisciatura manuale.
  • Taglio e sigillatura dei nuovi giunti con resina poliuretanica a basso modulo elastico.

I ripristini già realizzati da diversi anni anche in contesti industriali soggetti ad uso gravoso (logistica), sono testimonianza della durabilità del sistema.

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Mapefloor System 91 è un sistema epossidico a “malta spatolata” specifico per pavimentazioni industriali ad alta resistenza, impermeabile, con buone resistenze chimiche.  Grazie allo spessore di 6-15 millimetri, Mapefloor System 91 è la soluzione ottimale per ricoprire e ristrutturare vecchie pavimentazioni in fase di degrado, anche avanzato.


Il sottofondo:
I sottofondi idonei ad essere rivestiti con Mapefloor System 91 sono costituiti da calcestruzzo, massetti cementizi, piastrelle di gres o klinker, purché sanabili, consistenti e privi di parti in distacco.
Il sottofondo dovrà avere una resistenza a trazione, misurata tramite pulloff test, di almeno 1,5 N/mm². Non dovranno essere presenti ingenti contaminazioni di oli, grassi e siliconi ed una umidità residua inferiore al 5%.
La superficie andrà irruvidita e pulita con apposita azione di scarificatura o pallinatura superficiale intensiva.


La realizzazione:
Mapefloor System 91 è una malta spatolata composta da almeno 5 strati di resina:
Primer SN (promotore di adesione) da applicare sul sottofondo in quantità di almeno 500 g/mq.
Malta epossidica, opportunamente lisciata e compattata con fratazzi meccanici, realizzata da Resina epossidica Mapefloor I900 e sabbia di quarzo in curva granulometrica.
3 strati di finitura, colorati, applicati a spatola, costituiti da Mapefloor I300SL addizionata con inerti antiskid


Campi d’impiego:

  • Industrie chimiche e farmaceutiche, aree produttive e stoccaggio.
  • Industrie alimentari, caratterizzate anche da un traffico medio-elevato di carrelli elevatori.
  • Magazzini meccanicizzati.
  • Ripristino di pavimenti industriali
  • Aree industriali ad elevata movimentazione di merci.
  • Industria metalmeccanica.
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Il pavimento in calcestruzzo posteso FLOORTEK secondo Silvio Cocco, presidente del Istituto Italiano per il Calcestruzzo.

La prima realizzazione in assoluto è stata per una pavimentazione di 8.000 mq realizzata in Brianza nel 2005 e tuttora testimone in assoluto della validità del sistema.
- Una superficie mononolitica di grande dimensione (10.000 mq), senza nessun tipo di giunti
- Nessun tipo di giunto significa 10.000 mq di piastra unica e non 600 mq senza giunti ma con i giunti di costruzione
- Perfetta planarità, assenza di imbarcamenti.
- Impossibilità di fessurazioni.
- Conoscenza delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo ancor prima di porlo in opera, conferma delle stesse a 24h dal getto, a 72h e a 28 giorni.
Inoltre questa pavimentazione in postensione non presenta l'utilizzo di fibre metalliche, fibre in propilene e rete elettrosaldata.
Tutte caratteristiche, ormai confermate da oltre 450.000 mq in opera, e che rendono FLOORTEK la soluzione definitiva a tutti i problemi di pavimentazione industriale.
FLOORTEK è la prima pavimentazione progettata, calcolata e, quindi, dimensionata per le necessità della Committenza.
FLOORTEK è la soluzione per:
- Industria pesante
- Logistica
- Industria farmaceutica e alimentare
- Impianti sportivi
- Piattaforme ecologiche
L'UNICA PAVIMENTAZIONE, L'UNICO CALCESTRUZZO INTERAMENTE PROGETTATO E SEGUITO DALL'ISTITUTO ITALIANO PER IL CALCESTRUZZO.
"Per la prima volta il capannone diventa una copertura protettiva della pavimentazione industriale" (Il Sole 24ore)

Video realizzato e di proprietà esclusiva del Istituto Italiano per il Calcestruzzo

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