Resina antigraffio?

Pavimenti in Resina

Sempre più spesso si sente parlare di finiture con resine “antigraffio”, ed a tal proposito riteniamo utile fornire una puntualizzazione.
La resistenza al graffio ed all’abrasione di una resina dipende dalla natura del legante e dalle cariche di inerti inserite in essa.
Le cosiddette “resine antigraffio” sono generalmente resine poliuretaniche alifatiche trasparenti, le quali effettivamente presentano ottime resistenze meccaniche, superiori alle resine epossidiche.
Tuttavia definire “antigraffio” una resina è assolutamente improprio e può instaurare nel cliente errate aspettative.
Tutte le resine sono soggette a graffi ed usura, e la loro vita utile dipende non solo dal tipo di legante ma anche dal traffico che verrà a gravare su di esse. Le resine antigraffio, le quali per definizione dovrebbero essere inscalfibili, semplicemente non esistono. Esistono solamente resine che, per natura, cariche di inerti e coloranti, sono più o meno soggette a graffi ed usura. Tutto il resto... é marketing!

Effetto Curling. Imbarcamento delle lastre di calcestruzzo di pavimenti industriali

Pavimenti Industriali in cls

Come è noto, il calcestruzzo è formato da cemento, sabbia, inerti ed una forte componente d’acqua, pari ad almeno 170 L per metro cubo d’impasto. L’acqua non immediatamente coinvolta nel processo di idratazione del calcestruzzo tenderà ad evaporare con velocità dipendente dalla esposizione a fattori ambientali quali aria secca, ventilazione e calore.
L’evaporazione di una così ingente quantità di acqua porta necessariamente ad una perdita di volume.
L’effetto “Curling” si verifica a causa di un evaporamento differenziale tra parte superiore del massetto in calcestruzzo e parte inferiore. La differente perdita di volume tra i due lati della lastra di cls porterà al formarsi di una superficie di aspetto concavo, con un innalzamento in prossimità dei giunti che può quantificarsi anche in diversi millimetri.
Perché l’effetto Curling è pericoloso?
A causa della mancanza di appoggio delle lastre di calcestruzzo sulla massicciata di sottofondo, le stesse tenderanno a fessurarsi a causa del peso proprio e dei carichi statici e dinamici che graveranno su di esse.
Si manifesteranno inoltre premature rotture e sbrecciature dei giunti della pavimentazione e causa di un accentuato movimento verticale delle lastre di cls sottoposte a traffico veicolare.

Le cause:

Le cause:

  • Presenza di barriera al vapore costituita da foglio di polietilene posto tra massicciata e getto di cls.
  • Maturazione non protetta del calcestruzzo o di durata insufficiente.
  • Alto rapporto a/c.
  • Basso spessore del massetto.
  • Clima caldo e secco.

Come prevenire l'effetto Curling?

Dando per scontato l’importanza della barriera al vapore e l’impossibilità di eliminarla, occorrerà concentrarsi su altri fattori, quali:

  • Utilizzo di additivi fluidificanti e superfluidificanti al fine di ridurre, per quanto possibile, il rapporto a/c.
  • Dimensionare il massetto con adeguato spessore (almeno 20 cm)
  • Adottare una corretta maturazione del calcestruzzo. Utilizzo di fogli di polietilene o stagionanti/curings applicati a spruzzo in 2 mani.

Occorre tuttavia considerare che il calcestruzzo è un materiale soggetto a deformazione a causa di molteplici fattori, pertanto l’effetto curling può essere notevolmente attenuato ma non annullato.

Riparazione giunti con i "Travetti in resina"

Pavimenti Industriali in cls
Riparazione dei giunti di pavimenti industriali in fase di degrado

Riparazione dei giunti di pavimenti industriali in fase di degrado

La maggior parte di coloro che hanno a che fare con un pavimento industriale in calcestruzzo di tipo tradizionale, probabilmente riconosceranno immediatamente la situazione raffigurata a lato.
I giunti di costruzione e contrazione sono difatti il classico “tallone d’Achille” dei pavimenti industriali in calcestruzzo, in quanto soggetti a rottura e sbrecciatura.

L’origine di queste rotture è generalmente da imputarsi a:

  • Elevato traffico di veicoli a ruote rigide (Vulkollan) su pavimentazione non adeguatamente progettata.
  • Mancanza di una appropriata sigillatura con resine a basso modulo elastico dei giunti.
  • Manutenzione del pavimento carente od assente.
  • Massicciata cedevole.
  • Bassa resistenza del calcestruzzo.
  • Imbarcamento delle lastre di calcestruzzo.

In presenza di una situazione di progressivo deterioramento dei giunti occorre correre ai ripari, onde evitare che tali rotture possano portare a danneggiamenti dei carrelli elevatori ed a problemi di sicurezza nella viabilità.
Il problema viene efficacemente risolto con una ricostruzione localizzata del giunto con il metodo del “travetto in resina”, a condizione che questo venga eseguito con competenza e materiali appropriati.
Prima della realizzazione delle riparazioni dei giunti, occorrerà verificare che le lastre di calcestruzzo non siano soggette a movimenti verticali, in tal caso occorrerà bloccarle tramite iniezioni di consolidamento della massicciata.

I travetti in resina vengono realizzati mediante:

  1. Taglio con disco diamantato della sezione (larghezza) del travetto, per una dimensione pari a quella del massimo degrado del giunto.
  2. Demolizione localizzata con macchine scarificatrici o martelli pneumatici.
  3. Aspirazione delle polveri.
  4. Applicazione di Primer.
  5. Posa di malta resinosa costituita da polimero bicomponente e sabbia di quarzo in curva granulometrica.
  6. Riempimento e lisciatura del travetto.
  7. Realizzazione di finitura superficiale.
  8. Taglio e sigillatura del nuovo giunto mediante specifiche resine poliuretaniche a basso modulo elastico.

Un travetto in resina adeguatamente realizzato consente di ottenere resistenze nettamente superiori al calcestruzzo, sia in compressione che a flessione (dato molto più importante per un giunto).
ATEF Maltacryl Fast Repair, ad esempio, consente di realizzare travetti in resina a rapidissimo indurimento e con prestazioni elevatissime, 50 N/mm² a compressione e ben 25 N/mm² a flessione, un valore incomparabile rispetto ad un normale calcestruzzo.

Ulteriori informazioni su http://www.atef-italia.com/pavimenti/recupero-manutenzione

Pavimenti in calcestruzzo levigato

Pavimenti architettonici decorativi

I pavimenti in calcestruzzo levigato sono ancora scarsamente diffusi in Italia, nonostante rappresentino un eccellente soluzione tecnica ed estetica per aree industriali, commerciali e talvolta civili.
Su pavimenti in calcestruzzo di nuova realizzazione non resta che lasciarsi trasportare dalla creatività, in quanto prima della levigatura è possibile inserire durante il getto del massetto delle pietre, vetri colorati e cristalli in grado di arricchire la trama del calcestruzzo e donarne un aspetto personalizzato ed irripetibile.
La levigatura si rivela inoltre un metodo efficacissimo per ripristinare, ristrutturare e donare valore a pavimenti in calcestruzzo di vecchia realizzazione, anche macchiati ed usurati purché sani e resistenti.
Tramite i coloranti nanotecnologici C2 Tint Crete Colors, distribuiti da Edilexpert srl, è inoltre possibile aggiungere colorazioni permanenti dai toni accesi o perfettamente naturali.

La levigatura di un pavimento in calcestruzzo avviene con macchinari e tecniche molto simili a quelle utilizzate per il marmo. È di fondamentale importanza che l’impresa di pavimentazione ed il cliente si accordino precedentemente sul punto di partenza e quello di arrivo della levigatura, in quanto il numero di passaggi di levigatrice, con utensili diamantati a grana sempre più fine, influirà sulla dimensione del inerte a vista e la lucentezza finale.
A levigatura e lucidatura ultimata il calcestruzzo dovrà necessariamente essere trattato con C2 Hard e C2 Seal, indurenti e sigillanti a base di silicati di litio altamente reattivi, i quali doneranno lucentezza, protezione contro le macchie e resistenza all’abrasione.

I vantaggi di un pavimento in calcestruzzo levigato:

  1. Aspetto estetico di alto pregio e di elevata lucentezza.
  2. Realizzabile in nuovi progetti costruttivi o su vecchi pavimenti.
  3. Altamente personalizzabile.
  4. Facilissima manutenzione.
  5. Carrabile anche da mezzi pesanti*.
  6. Perfettamente compatibile in bioedilizia.
  7. Indurimento, protezione e colorazione permanenti grazie ai silicati di litio C2 Crete Colors.

Destinazioni d’uso:

  • Negozi e centri commerciali
  • Spazi industriali
  • Showrooms ed esposizioni
  • Centri fieristici
  • Sale riunioni e zone ricreative
  • Ingressi condominiali ed hotels
  • Concessionarie auto e moto

Ulteriori informazioni su http://www.atef-italia.com/pavimenti/pavimenti-calcestruzzo-levigato

Riparazione dei giunti delle pavimentazioni in calcestruzzo

Pavimenti Industriali in cls
il sistema del

il sistema del "travetto in resina"

La maggior parte di coloro che hanno a che fare con un pavimento industriale in calcestruzzo di tipo tradizionale, probabilmente riconosceranno immediatamente la situazione raffigurata a lato.
I giunti di costruzione e contrazione sono difatti il classico “tallone d’Achille” dei pavimenti industriali in calcestruzzo, in quanto soggetti a rottura e sbrecciatura.
L’origine di queste rotture è generalmente da imputarsi a:

  • Elevato traffico di veicoli a ruote rigide (Vulkollan) su pavimentazione non adeguatamente progettata.
  • Mancanza di una appropriata sigillatura con resine a basso modulo elastico dei giunti.
  • Manutenzione del pavimento carente od assente.
  • Massicciata cedevole.
  • Bassa resistenza del calcestruzzo.
  • Imbarcamento delle lastre di calcestruzzo.

In presenza di una situazione di progressivo deterioramento dei giunti occorre correre ai ripari, onde evitare che tali rotture possano portare a danneggiamenti dei carrelli elevatori ed a problemi di sicurezza nella viabilità.
Il problema viene efficacemente risolto con una ricostruzione localizzata del giunto con il metodo del “travetto in resina”, a condizione che questo venga eseguito con competenza e materiali appropriati.
Prima della realizzazione delle riparazioni dei giunti, occorrerà verificare che le lastre di calcestruzzo non siano soggette a movimenti verticali, in tal caso occorrerà bloccarle tramite iniezioni di consolidamento della massicciata.

I travetti in resina vengono realizzati mediante:

  1. Taglio con disco diamantato della sezione (larghezza) del travetto, per una dimensione pari a quella del massimo degrado del giunto.
  2. Demolizione localizzata con macchine scarificatrici o martelli pneumatici.
  3. Aspirazione delle polveri.
  4. Applicazione di Primer.
  5. Posa di malta resinosa costituita da polimero bicomponente e sabbia di quarzo in curva granulometrica.
  6. Riempimento e lisciatura del travetto.
  7. Realizzazione di finitura superficiale.
  8. Taglio e sigillatura del nuovo giunto mediante specifiche resine poliuretaniche a basso modulo elastico.

Un travetto in resina adeguatamente realizzato consente di ottenere resistenze nettamente superiori al calcestruzzo, sia in compressione che a flessione (dato molto più importante per un giunto).

ATEF Maltacryl Fast Repair, ad esempio, consente di realizzare travetti in resina a rapidissimo indurimento e con prestazioni elevatissime, 50 N/mm² a compressione e ben 25 N/mm² a flessione, un valore incomparabile rispetto ad un normale calcestruzzo.
Ne risulta una pavimentazione pienamente efficiente e con resistenze e durabilità nettamente superiori al pavimento originario.

Ulteriori informazioni su www.atef-italia.com