Pavimenti Industriali in cls
affinché un pavimento industriale in calcestruzzo sia davvero completo.
Un pavimento in calcestruzzo, seppur di buona fattura, presenta alcuni limiti dettati dalla materia prima che costituisce il pavimento stesso.
Il calcestruzzo è un materiale fortemente assorbente e sporchevole, che tende inoltre a rilasciare polvere durante il suo utilizzo.
È possibile ovviare a queste problematiche applicando resine sintetiche ATEF, in dispersione acquosa od a base solvente, di tipo trasparente.
I trattamenti antipolvere od antiolio di ATEF vengono applicati in almeno due mani, previa pulizia e carteggiatura del massetto di calcestruzzo.
Tra i vantaggi:
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Elimina totalmente il problema della polverosità.
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Minor effetto assorbente.
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Maggior facilità e velocità di pulizia.
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Miglioramento delle caratteristiche estetiche del pavimento.
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Miglioramento della resistenza all’aggressione dei sali disgelanti.
Dato il costo estremamente abbordabile di tali trattamenti, dovrebbero considerarsi un optional indispensabile per qualsiasi pavimento industriale in calcestruzzo.
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Eliminare i giunti di un pavimento in calcestruzzo significa eliminare la principale fonte di degrado e ridurre i futuri costi di manutenzione.
I pavimenti industriali in calcestruzzo vengono generalmente realizzati in uniche “gettate” di 500-1000 mq cadauna, successivamente ritagliati in riquadri.
Questi tagli, realizzati con taglierine a disco diamantato, non sono altro che i giunti di contrazione.
Perché servono i giunti di contrazione?
Il calcestruzzo è formato dall’unione di un legante idraulico (cemento) ed aggregati (pietrisco e sabbia), che miscelati con acqua formano un impasto più o meno fluido.
L’acqua presente nell’impasto tenderà ovviamente ad evaporare, in velocità variabile in funzione delle condizioni climatiche. Data l’evaporazione dell’acqua, il calcestruzzo tenderà a perdere volume, innescando “tensioni da ritiro” che a loro volta provocano fessurazioni e crepe.
I giunti di contrazione in un pavimento industriale servono quindi a consentire un regolare ritiro della massa di calcestruzzo, “invitando” lo stesso a formare le fessurazioni in all’interno dei giunti stessi.
I giunti sono tuttavia il classico “tallone d’Achille” dei pavimenti in calcestruzzo, in quanto sensibili al traffico veicolare e fonte principale di degrado.
Si può fare!
Con tecnologie moderne è possibile però realizzare pavimenti in calcestruzzo senza giunti, anche di notevole dimensione, mediante due diversi processi produttivi:
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• Pavimenti realizzati con calcestruzzi modificati con additivi espandenti e speciali armature. Richiedono una accurata progettazione del mix-design del calcestruzzo e condizioni ambientali favorevoli. I primi successi di pavimenti in calcestruzzo senza giunti realizzato dai tecnici di ATEF con questa tecnologia risalgono al 1989.
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• Tecnologia della Post-Tensione. I pavimenti postesi (di cui abbiamo già parlato) rappresentano l’ultima evoluzione nel campo dei pavimenti industriali. Il calcestruzzo, compresso da una maglia di trefoli d’acciaio, non necessita di alcun giunto.
In ogni caso, la realizzazione di un pavimento industriale senza giunti non è di semplice fattura e richiede esperienza, una adeguata progettazione ed il mantenimento di altissimi standard qualitativi.
I benefici ottenuti saranno notevoli, e permetteranno un sensibile risparmio nelle future spese di manutenzione.
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Per strato d’usura, si intende la parte corticale del pavimento in calcestruzzo, ovvero la parte che sarà direttamente a contatto con le attività che su di esso andranno a gravare.
Lo strato d’usura dovrà essere realizzato mediante applicazione di corazzanti a base di inerti con elevata resistenza all’abrasione, quali quarzo o corindone, granuli metallici, etc.
Esistono due tipologie di posa dei corazzanti superficiali:
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Lo spolvero.
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La “pastina”
Lo strato d’usura dei pavimenti industriali in calcestruzzo viene generalmente realizzato con metodo a “spolvero di quarzo”, in quanto concilia buone resistenze ad economicità e velocità di realizzazione.
Sono disponibili corazzanti speciali (meno utilizzati) a base di corindone o scaglie metalliche, al fine di aumentare ulteriormente le resistenze all’abrasione.
Lo spolvero viene seminato direttamente sul calcestruzzo fresco in fase di iniziale indurimento in quantità di circa 2-5 kg/mq, ed è costituito da una miscela anidra di granuli di quarzo, cemento ed additivi in polvere; successivamente viene fratazzato ed incorporato al massetto di calcestruzzo.
I corazzanti superficiali non sono solo in colore grigio cemento, ma grazie all’aggiunta di pigmenti possono soddisfare varie esigenze cromatiche ed estetiche.
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Un vecchio pavimento in calcestruzzo a pastina, riscopre un nuovo splendore.
Abbiamo ultimato la realizzazione di un ciclo di levigatura e lucidatura di un bellissimo pavimento industriale con pastina di quarzo, pigmenti gialli e quarzi.
Il pavimento non è di nuova costruzione ma trattasi di una struttura già in servizio da circa 10 anni.
Abbiamo dapprima provveduto ad eliminare i graffi e le abrasioni che si sono formate negli anni passati; successivamente abbiamo completato un ciclo di levigatura e lucidatura a mole diamantate.
L’opera ha necessitato di 4 intense giornate di lavoro per realizzare una lucidatura finissima ed impeccabile.
Il risultato finale (e qui perdonate se pecchiamo di vanità) ha lasciato noi stessi senza parole.
Senza utilizzare resine o cere lucidanti, il pavimento sembra lucido come uno specchio.
Quello che vedete nelle foto è solamente un pavimento in calcestruzzo levigato e lucidato, senza resine, senza cere o prodotti lucidanti e… senza Photoshop!
Il pavimento è stato poi trattato con prodotti idrorepellenti ed oleorepellenti.
Siamo orgogliosi del risultato ottenuto.
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Tutti chiedono qualità, purché questa non influisca sul prezzo dell’opera.
Se vi dicessi che il pavimento che vedete nella foto ha poco più di 2 anni di vita, pensereste ovviamente che sto mentendo. Eppure si tratta della realtà.
Siamo sinceri: tutti sanno che qualità ed economicità non vanno proprio di pari passo.
Un pavimento industriale di qualità non deve necessariamente essere molto costoso.
Al contrario, un pavimento estremamente economico non sarà sicuramente un pavimento di qualità.
Da un pavimento industriale in calcestruzzo ci si aspetta buone resistenze, durabilità, assenza di polverosità, etc..
Purtroppo, molte pavimentazioni industriali non soddisfano questi requisiti minimi, in quanto realizzate nella più estrema economia.
Capita molto frequentemente di imbatterci in pavimenti fortemente degradati e con gravi problematiche, nonostante siano stati realizzati da pochi anni od addirittura mesi (!) i quali necessitano già di cospicui interventi di recupero e manutenzione.
Il clima crisi economica ha accentuato una situazione già critica. I pavimenti in calcestruzzo divengono sempre più economici e gli spessori medi dei massetti hanno raggiunto il ridicolo.
Per chi crede che la qualità sia un investimento per il futuro...
Se desiderate un pavimento industriale durevole, che mantenga un giusto rapporto qualità/prezzo, è sufficiente seguire alcuni accorgimenti fondamentali prima della costruzione:
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massicciata di sottofondo: è il terreno di supporto su cui poggia il pavimento. Se il terreno è cedevole, il pavimento ne subirà le conseguenze. Sono necessari test di cedimento (prova alla piastra) e conseguentemente una adeguata preparazione.
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Dimensionamento del massetto: lo spessore del massetto di calcestruzzo deve essere frutto di adeguati calcoli strutturali, e non in base alla semplice esperienza del costruttore.
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Dimensionamento dell’armatura. Anche l’armatura (rete elettrosaldata o fibre) deve essere frutto di scelte ponderate
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Le materie prime: un pavimento in calcestruzzo è fondamentalmente costituito di… calcestruzzo! È pertanto la prima materia da costruzione su cui prestare le proprie attenzioni.
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Giunti di costruzione: meglio in acciaio. I giunti di costruzione sono quelle giunture che costituiscono il confine tra due diversi getti di pavimentazione. In commercio esistono appositi giunti in acciaio da “annegare” nel getto di calcestruzzo. Tali giunti in acciaio hanno sicuramente un costo non indifferente, ma vi proteggeranno da sicuri e costosi interventi di manutenzione nel futuro.
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Il quarzo serve ma non fa miracoli. La miscela di inerti utilizzata come corazzante superficiale serve ad aumentare la resistenza all’abrasione, non aumenta la resistenza al cedimento od alla compressione! Per pavimenti sottoposti ad usura medio-grave, è preferibile utilizzare corazzanti metallici od a base di corindone.
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Prevedete sin da subito l’applicazione di un consolitante-antipolvere. Il calcestruzzo è soggetto alla formazione di polvere e presenta un elevato potere assorbente che ne rende difficile la pulizia. Un consolidante-antipolvere come ad esempio un trattamento a base di silicati di sodio o litio ha un costo ridotto, ma offre drastici miglioramenti tecnici ed estetici del pavimento in cls, eliminando definitivamente il problema della polverosità e della difficoltà di pulizia.
Si tratta solamente di brevi consigli spiccioli, dato che un buon pavimento non si ottiene solamente seguendo 7 indicazioni, ma per un profano del settore possono fare la differenza.
Citando il poeta e scrittore John Ruskin: “E' imprudente pagare troppo, ma peggio ancora e' pagare troppo poco. Quando paghi troppo, perdi un po' di soldi, e' vero, ma e' tutto qui. Quando invece paghi troppo poco, rischi di perdere tutto, perche' cio' che hai comperato non e' in grado di fare il lavoro per cui l'avevi acquistato.
La legge comune degli affari nega la possibilita' di pagare poco e ottenere molto: cio' non puo' accadere.”
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