Aumento incontrollabile dei prezzi delle materie prime: Vera carenza o mera speculazione?

07/06/2021
aumento prezzi materie prime

Tra carenze produttive dovute alla pandemia Covid-19, il blocco momentaneo del canale di Suez, gli scontri politici tra USA, Europa e Cina, l'aumento dei dazi doganali ed i costi di trasporto, misteriose fabbriche che bruciano (non si sa quali però)...
Impossibile identificare le cause di quanto sta succedendo e "capirci qualcosa", a meno che non si é esperti in politica ed economia globale.
Quello che invece é possibile osservare é una situazione fuori controllo, con difficoltà di reperimento di qualsiasi materia prima ed i prezzi che hanno raggiunto picchi mai visti prima.
Ed é proprio quel "qualsiasi materia prima" che mi fa destare molto sospetto.
E' comprensibile che ci siano periodi in cui una o due materie prime possano essere di scarsa reperibilità, per problemi estrattivi, produttivi od eccessiva richiesta di mercati esteri.
Ciò che non é comprensibile, e non voglio assolutamente passare per complottista, é che oggi ci sia carenza di tutto e che tutto costi il doppio.
Fa quasi sorridere, se non fosse per le ripercussioni sull'economia italiana, pensare che oggi il mercato ha addirittura carenza di legname e che i suoi prezzi sono saliti di oltre il 70%.   Difficile a credersi che le cause sono da ricercare nel boom edilizio degli USA, e che le foreste del nord ed est Europa non siano sufficienti a soddisfare il mercato interno europeo.
Anche nel settore dei pavimenti industriali le difficoltà si fanno sentire.
Nelle pavimentazioni in calcestruzzo i prezzi delle armature metalliche (reti elettrosaldate e fibre) é schizzato alle stelle.
Nel settore pavimenti industriali in resina la situazione é decisamente peggiore, in quanto oltre all'aumento dei prezzi vi é una contingentazione delle forniture, al punto da rendere quasi irreperibili alcune tipologie di polimeri.

ANCE lancia l'allarme: "Governo intervenga o rischio chiusura cantieri"

L'Associazione Nazionale Costruttori Edili ha diramato una nota ufficiale:
Rischio conseguenza gravissime su investimenti e occupazione (ANSA) - ROMA, 01 GIU - L'Ance esprime "forte preoccupazione e delusione" per l'assenza nel decreto Sostegni bis di misure che permettano di fare fronte al "caro materiali", definita "la principale emergenza che sta affrontando il settore delle costruzioni in questi mesi". "La fiammata insostenibile del costo dei materiali da costruzioni, che dura da oltre sei mesi, - ha sottolineato l'associazione in audizione in Commissione bilancio della Camera - sta mettendo in ginocchio le imprese: +150% per l'acciaio tondo per cemento armato; +129% per il Polietilene, +30% per il rame solo per fare alcuni esempi. Oggi le imprese lavorano sottocosto ed e' quindi necessario adottare misure eccezionali, concrete e immediate - simili a quelle adottate nel 2008 - che possano evitare il blocco di centinaia di cantieri sia pubblici che privati mettendo a rischio anche le opere del Recovery Plan e gli interventi del Superbonus 110%". "Senza un rapido intervento del Governo e del Parlamento in questo senso, infatti, e' forte il rischio di conseguenze gravissime in termini di occupazione ed investimenti. 

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