Pavimento autolivellante: cos'é, come si realizza e quali sono le sue caratteristiche.

25/07/2020
autolivellante

Con “autolivellante” si intende un pavimento od un formulato per pavimentazioni il quale ha la capacità di livellarsi eliminando i segni lasciati dagli attrezzi di posa.
Il termine autolivellante viene generalmente attribuito a:

  • Massetti di sottofondo civili, pompabili.
  • Livelline cementizie autolivellanti, utilizzate per la regolarizzazione di sottofondi irregolari.
  • Autolivellanti cementizi di finitura (vedi Mapei Ultratop o similari).
  • Pavimenti in resina autolivellante.

I pavimenti in resina autolivellante sono chiaramente i sistemi di nostro interesse; essi sono costituiti da cicli multistrato di resine epossidiche o poliuretaniche, composti da uno o due strati di primer impermeabilizzante per il sottofondo, uno strato ad alto spessore (generalmente 1,5/3 millimetri) di formulato autolivellante ed un eventuale strato di finitura applicato a rullo.
La preparazione del sottofondo, sia esso calcestruzzo o ceramica, risulta di particolare importanza per offrire durabilità al rivestimento. Il supporto andrà quindi trattato con macchine pallinatrici o levigatrici a mole dimantate, munite di aspirapolveri.
L’applicazione dello strato autolivellante avviene manualmente, preferibilmente mediante racle o spatole dentate a denti triangolari, la cui altezza deve essere proporzionale allo spessore di resina da realizzare.
 

autolivellante

Pregi e limiti di un pavimento autolivellante.

Un pavimento in resina autolivellante rappresenta uno dei sistemi esteticamente più apprezzati in ambito industriale ed anche civile. La superficie si presenta difatti liscia, di colore omogeneo e monolitica, ad esclusione dei giunti del sottofondo che vanno rispettati e riportati in superficie.
Il pavimento risultante sarà impermeabile e con buone/ottime resistenze chimiche (in funzione del formulato utilizzato)
Questo aspetto estetico presenta però alcuni limiti.
La superficie liscia offre una bassa resistenza allo scivolamento, è pertanto sconsigliabile realizzare questo tipo di pavimentazioni in contesti ove vi sono versamenti di acqua o contaminazioni di oli e grassi.
La superficie di un autolivellante è inoltre ricca di resina di tipo plastico e con uno scarso contenuto di inerti (quarzo). Tale superficie è quindi scarsamente resistente ai graffi. L’applicazione di finiture poliuretaniche trasparenti può accrescere le doti di resistenza al graffio ma potrebbe inficiare negativamente sull’aspetto estetico del pavimento.

Frequentemente si attribuisce ad un pavimento in resina autolivellante la capacità di appianare le difformità o la scarsa planarità del sottofondo. Ciò costituisce una aspettativa priva di fondamento, dato che lo spessore del rivestimento pari a circa 2 – 3 millimetri non è in grado di rimediare a nessun difetto del sottofondo ma anzi, ne riprenderà le medesime difformità. L’applicazione di maggiori spessori comporta problemi tecnici oltre che un costo di realizzo difficilmente accettabile.

Alcuni pavimenti in resina autolivellante, realizzati con particolari formulati, offrono specifiche performances tecniche atte a realizzare superfici antistatiche, antistatiche-conduttive,chimico-resistenti, etc..

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