Come NON preparare il sottofondo per un pavimento industriale

15/01/2019
Come NON preparare il sottofondo per un pavimento industriale

“venga subito geometra, che qui siamo pronti per il getto”.
Poi, quando si va a fare il sopralluogo di rito, la situazione che spesso si presenta è quella che vedete in foto.
Non me ne vogliano i miei lettori titolari di imprese edili, ma talvolta comincio a credere che nel nostro settore non impareremo mai le basi del mestiere.
Tralasciamo la mancanza cronica di una adeguata compattazione del sottofondo (il quale ricordiamo ha “solamente” il compito di sorreggere il pavimento per i prossimi decenni); vorrei invece soffermarmi sulla preparazione dell’impianto fognario.
Le tubazioni, poste nello spazio di getto e non interrate nella massicciata (perché è troppo faticoso interrare qualche metro di tubo), creano non solo un drammatico indebolimento del getto e la formazione di un “giunto rovescio”, ma anche un punto di ancoraggio per il calcestruzzo il quale, non libero di contrarsi, tenderà a fessurarsi in tal punto.
Nello specifico della foto, la malta di rinfianco del tubo arriva a 10/11 cm di altezza, all’interno di un getto di soli 15 cm (e poco importa che ci sia malta di cemento od il solo tubo di pvc)!!
Vi è poi l’annosa questione dei pozzetti, annegati nel getto e vincolati alla struttura sottostante, creano un ulteriore punto di ancoraggio che non consente al calcestruzzo di ritirarsi liberamente.
Due giorni dopo il getto, puntuale come una cartella di Equitalia, arriverà la telefonata: “Geometra, qui ci sono due crepe. Avete lavorato male. Bisogna sistemarle!!”

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