Il corretto prelievo dei campioni di calcestruzzo in cantiere.

24/07/2020
corretto prelievo campioni calcestruzzo

La verifica del calcestruzzo in cantiere non è un vezzo mirato alla ricerca di un contenzioso, bensì un obbligo previsto dalle vigenti normative tecniche per il controllo del cls in base alle indicazioni progettuali.
Le modalità di prelievo e controllo del calcestruzzo sono descritte nelle Norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018) e nella Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti n. 617 del 02/02/09, le quali fanno riferimento alla UNI EN 12390:2009.
Entrambe le normative hanno inoltre portato in evidenza le responsabilità delle figure professionali previste in cantiere.
Il costruttore è il responsabile della qualità del calcestruzzo, oltre che della sua corretta messa in opera e maturazione.
Il direttore dei lavori è responsabile del controllo qualitativo del calcestruzzo, della corretta esecuzione dei metodi di prova e della redazione del verbale di prelievo.
Il direttore lavori può demandare od appaltare tali compiti a laboratori esterni specializzati nel prelievo in situ dei campioni di calcestruzzo. Rimane tuttavia responsabilità del direttore lavori (o suo incaricato) presenziare e sovrintendere a tali operazioni.

Il mancato rispetto dei metodi di prelievo e controllo del calcestruzzo, così come la compilazione del verbale di prelievo, può vanificare la valenza dei campioni prelevati e creare seri problemi al successivo collaudo della struttura.

corretto prelievo campioni calcestruzzo

Il prelievo dei campioni (o cubetti):

Per prelievo di calcestruzzo si intende generalmente la realizzazione di 2 cubi aventi 150 mm per lato, confezionati e stagionati secondo la UNI EN 12390 e destinati alle successive prove di compressione a rottura per la determinazione del RCK.
Qualora le prove finali richieste siano di altra tipologia, come ad ad esempio prove di resistenza a flessione, prove di ritiro, etc.. i campioni avranno diverse dimensioni e seguiranno normative diverse.

Il prelievo dei campioni consiste nella realizzazione di due provini di miscela omogenea e confezionati con ugual metodo. Il prelievo dei campioni dovrà essere eseguito dal Direttore Lavori (o da suo delegato), e dovrà essere sempre accompagnato dal verbale di prelievo a cui il certificato di prova emesso dal laboratorio farà riferimento.
Dopo la stagionatura in ambiente controllato come da UNI EN 12390, ovvero in immersione in vasche d'acqua a temperatura controllata di 18/22 °C, i provini saranno sottoposti a prova di schiacciamento sino a rottura.

Il controllo di accettazione è di due tipologie:

  • Controllo di Tipo A: si applica per calcestruzzi in quantità fino a 1500 mc. Ogni controllo deve essere sempre composto da almeno 3 prelievi (6 provini).
  • Controllo di Tipo B: si applica per calcestruzzi in quantità oltre 1500 mc. Ogni controllo deve essere sempre composto da almeno 15 prelievi (30 provini)

Nel caso in cui si utilizzino quantità inferiori a 100 mc di calcestruzzo dovranno essere eseguiti 3 prelievi (6 campioni) equivalenti a un controllo di accettazione di tipo A, senza l’obbligo del prelievo giornaliero.

Nel caso in cui si utilizzino oltre 100 mc di calcestruzzo per un controllo di accettazione di tipo A dovranno essere eseguiti 3 prelievi (6 provini), di cui un prelievo (2 campioni) ogni 100 mc e, per ogni giorno di getto, almeno un prelievo (2 provini). Il numero di prelievi dovrà essere sempre multiplo di 3 (6 provini) in quanto ogni controllo di tipo A è composto da 3 prelievi.

Materiale occorrente: sessola, pestello in acciaio liscio, casseformi (dette anche cubiere) in pvc o metallo (no polistirolo!), cazzuola o spatola metallica, carriola, eventuale piastra vibrante.

Il prelievo di calcestruzzo dovrà essere effettuato direttamente all’uscita della canala della betoniera o, nel caso di calcestruzzo pompato, all’uscita finale dei tubi della pompa.
Il campione dovrà essere realizzato in due strati a cui va aggiunto un eventuale piccolo strato di finitura, qualora il materiale non sia sufficiente a raggiungere lo spessore finale.
Ogni strato dovrà essere compattato mediante l’uso di piastra vibrante o con 25 colpi di pestello, disposti in modo tale ca coprire l’intera superficie. Non è consentito l’uso di vibratori ad ago.
I provini dovranno rimanere nelle casseforme per almeno 16 ore ma non oltre 3 giorni, proteggendoli da urti, vibrazioni e disidratazione. Una volta rimossi dalle casseforme, dovranno essere conservati, fino al momento della prova, in acqua a temperatura di 20±2°C oppure in apposita camera climatizzata con umidità relativa >95%, alle medesime temperature.
Al termine della realizzazione di ogni coppia di provini, dovrà essere realizzato il verbale di prelivo, il quale accompagnerà le campionature al laboratorio analisi.

Segui Atef su Twitter
Segui Atef su Facebook
Segui Atef su YouTube
Segui Atef su Instagram

Atefchannel

Atefchannel on YouTube

Visita il Canale

Possiamo esserti utili?

Vuoi iscriverti alla newsletter?
Accettazione Privacy Policy   *

Perchè contattarci?

Ti è piaciuto questo articolo?
Vuoi saperne di più?
Non esitare a scriverci, compila il modulo!

  Web Agency XODUS New Media

Possiamo esserti utili?

Compila tutti i campi. Ti ricontatteremo in tempi brevi.