Nuovo contratto CCNL edilizia. Cosa cambia?

25/07/2018
Nuovo contratto CCNL edilizia. Cosa cambia?

Da poco è stato firmato il rinnovo del CCNL per il settore dell'edilizia. Il nuovo contratto sarà in vigore fino al 30 settembre del 2020 e prevede una serie di cambiamenti particolari, tra i quali spiccano anche gli aumenti che dovrebbero portare al ricambio generazionale così tanto sperato dai vari sindacati del lavoro (e non solo da loro). Il contratto è stato firmato dall'Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) dopo lunghe e varie trattative con i sindacati. A detta della stessa Associazione, si è trattato del compimento di un lungo processo che è durato più di 1 anno. Era il tempo necessario perché tutte le parti in gioco si fossero messe d'accordo sulle varie questioni relative anche ai dettagli più picchi del settore. Il contratto collettivo nazionale dei lavoratori è stato rinnovato per il periodo 2018-2020, dopo di che bisognerà nuovamente sedersi al tavolo delle trattative e dar vita a un nuovo contratto. Il nuovo contratto CCNL edilizia è stato sottoscritto dai rappresentanti della Fillea-CGIL, Fila-Cisl e dalla Fedeal-Uil, nonché da diverse organizzazioni cooperative del settore edile. Come è stato successivamente dichiarato, - la firma finale sul contratto è stata dura e sofferta, anche per via della crisi che da più di 10 anni ha colpito il settore. Il contratto firmato ha comunque salvaguardato il famoso secondo livello di contrattazione territoriale, seppure la scadenza dell'accordo sia fissata al 30 settembre del 2020. Dopo la firma la parola è stata data anche ai sindacati, i quali hanno precisato che l'accordo potenzia il fondo nazionale progettato appositamente per il ricambio generazionale e favorisce il raggiungimento del pensionamento anticipato di molti lavoratori del settore edile, a patto di aver raggiunto i requisiti necessari.

I cambiamenti principali del contratto CCNL

Al termine della stipulazione del contratto Marco Garantola, il Vice Presidente dell'Ance, ha dichiarato tutta la sua soddisfazione per il raggiungimento di questo obiettivo perseguito da così tanto tempo. Egli non ha mancato di sottolineare che sono state affrontate numerose difficoltà e ha precisato anche che il contratto è una testimonianza della volontà e dello sforzo delle imprese nell'investimento sul futuro del settore per il suo rilancio e per il beneficio dell'economia di tutto il Paese. L'accordo è stato visto positivamente anche dai sindacati e dai rappresentati del settore edile. Tra le principali novità del nuovo contratto spiccano alcuni punti-chiave a lungo discussi e attesi sia dai semplici lavoratori del settore che dalle PMI. Ecco quali sono:

  1.  La realizzazone di un protocollo unitario sindacati e imprese. Quest'ultimo dovrà contenere le azioni unitarie da svolgere in combinazione per rilanciare il settore;
  2.  Dovrà venire istituto un Fondo sanitario nazionale riservato unicamente ai lavoratori del settore edile. La motivazione di un'azione simile è abbastanza semplice, in quanto si considera che il settore edile sia uno dei più pericolosi in assoluto per via dell'alto rischio dei lavori;
  3.  L'istituzione degli incentivi che sono mirati a promuovere l'occupazione giovanile nel settore edile. Questo punto sembra essere chiaro ed è finalizzato alla progressiva diminuzione della disoccupazione giovanile, che in Italia non sembra dar cenni di cambiamento. Inoltre in questo modo si cerca di ripopolare un settore che negli ultimi anni mostra segni di fatica, in quanto sono sempre meno i giovani che vogliono diventare degli occupati del settore edile. Tale punto prevede anche la promozione delle nuove assunzioni con il progresso sostegno alla pratica dei prepensionamenti per gli occupati del settore edile;
  4.  Dovrà essere rinforzata l'efficienza del sistema bilaterale che tutt'ora vige nel settore, in quanto quella prevista dal precedente contratto era sicuramente insufficiente;
  5.  Infine, bisogna prevedere alcuni aumenti direttamente nel contratto.

Il contratto CCNL nel settore edile nello specifico

Tuttavia, per capire come queste iniziative potrebbero prendere vita nella routine quotidiana dei semplici lavoratori, occorre semplicemente provare ad analizzare i vari aumenti previsti per il settore. Per riuscirci, però, è sicuramente importante fare alcuni esempi per evidenziare gli incrementi previsti per l'intera durata del contratto. Per esempio, per un salario a parametro 100 un operaio comune guadagnerà 55 euro per una giornata lavorativa piena, mentre un operaio specializzato guadagnerà 71,50 euro, sempre per una giornata lavorativa piena. Il contratto collettivo, i cui dettagli sono stati specificati dal contratto CCNL nel settore edile, invece, prevede 2 euro in più per gli operai comuni e 2,6 euro in più per gli operai di terzo livello. D'altro canto, il livello di aliquota sulla sanità integrativa toccherà il livello dello 0,35% sull'intera massa dei salari. A questo si aggiunge anche l'aliquota per il Fondo Prepensionamento (come detto prima, necessario per iniziare le procedure necessarie alla liberazione di posti di lavoro e all'assunzione di giovani). Il Fondo per l'incremento dell'occupazione giovanile, invece, prevede un versamenti pari a 0,10. Le varie novità previste dal contratto CCNL, insomma, sembrano essere di segno positivo per l'intero settore e proprio per questo sembrano gettare delle solide fondamenta per il futuro ricambio generazionale.

Quali saranno le prossime sfide?

Come è già stato annunciato, il contratto durerà solo fino al 2020 e apre comunque le porte alle numerose sfide future che bisogna essere preparati ad affrontare. I sindacati, del resto, non hanno nascosto la propria volontà di concentrarsi sin da subito sui prossimi obiettivi che bisogna raggiungere. Tra i vari punti d'interesse, però, ve ne è uno che spicca in modo particolare. Si tratta della famosa lotta al dumping contrattuale: un problema già risolto nella maggior parte dei Paesi industrializzati che, però, permane in modo alquanto saldo ancor oggi nel Bel Paese tanto da costringere le autorità a muovere dei concreti passi verso la risoluzione di questa problematica. Cercando di risolvere il problema del dumping contrattuale si cercherà anche di applicare il contratto edile previsto proprio a tutti i lavoratori che sono impegnati direttamente sul campo, nei cantieri. Oltre a questa vi è anche un'altra sfida degna di quel nome che bisognerà superare: la ripresa del settore per mezzo della realizzazione delle infrastrutture necessarie. Questo grazie all'accelerazione della cantierizzazione delle varie opere.

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