Pavimenti industriali in calcestruzzo e aggregati di riciclo.

16/02/2021
E’ possibile ottenere strutture durevoli?

E’ possibile ottenere strutture durevoli?

Nelle norme armonizzate europee l’aggregato riciclato è definito come aggregato minerale risultante dal recupero di rifiuti di materiale inorganico precedentemente utilizzato nelle costruzioni.

In parole povere: aggregati provenienti dalla demolizione e frantumazione di preesistenti strutture.

La sperimentazione dell’utilizzo di tali inerti all’interno di nuovo calcestruzzo risulta ovviamente una pratica assai lodevole sotto il profilo ecologico, in quanto consente un efficace riciclo di materiali di risulta di “difficile collocazione” e smaltimento.
Se l’utilizzo di aggregati da riciclo è indicato in calcestruzzi a basse prestazioni, può dirsi altrettanto per calcestruzzi strutturali, come ad esempio nel campo delle pavimentazioni industriali?

Pavimenti industriali in calcestruzzo e aggregati di riciclo.

Le Norme Tecniche emanate il 14/1/2008 cap.11, specificano che “sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla lavorazione di materiali naturali, artificiali, ovvero provenienti da processi di riciclo conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 12620 e, per gli aggregati leggeri, alla norma europea armonizzata UNI EN 13055-1. È consentito l’uso di aggregati grossi provenienti da riciclo, secondo i limiti di cui alla Tabella 11.2.III, a condizione che la miscela di calcestruzzo confezionata con aggregati riciclati, venga preliminarmente qualificata e documentata attraverso idonee prove di laboratorio.”
Secondo tale tabella, prendendo ad esempio un cls rck 30/37, ovvero una delle classi di resistenza più utilizzate nella realizzazione di pavimenti industriali, è possibile utilizzare fino ad un massimo del 30% di aggregati grossi provenienti dalla demolizione di solo calcestruzzo.

Non sono un ricercatore scientifico bensì un modesto utilizzatore di calcestruzzo, tuttavia nutro forti dubbi sul fatto che si possa davvero realizzare strutture durevoli, specialmente se poste in aree esterne, realizzate con aggregati da riciclo e vi spiego perché:

Pavimenti industriali in calcestruzzo e aggregati di riciclo.
  1. I calcestruzzi applicati in contesti ambientali che prevedono cicli di gelo e disgelo (ovvero nella maggior parte d’Italia), devono essere realizzati con aggregati non gelivi, ovvero con assorbimento d’acqua ≤1% in peso.   Gli aggregati grossi (4-32 mm) provenienti da frantumazione del calcestruzzo hanno un assorbimento che varia tra il 4 e il 9% (ovvero fino all'800% in più degli aggregati non gelivi) e sembra essere indipendente dalla qualità del calcestruzzo di origine. L’assorbimento degli aggregati fini riciclati può invece raggiungere valori sino al 12%.  Come è possibile quindi realizzare pavimenti industriali esterni resistenti ai cicli di gelo e disgelo e quindi essere durevoli?
  2. Ipotizziamo tuttavia di dover realizzare una pavimentazione industriale ad uso interno e di utilizzare solo aggregati riciclati di grosso diametro. Ipotizziamo inoltre di essere riusciti a qualificare un idoneo mix-design Con una percentuale di assorbimento così consistente, per evitare che gli aggregati sottraggano acqua d’impasto, occorrerebbe che gli stessi, prima della miscelazione si trovino in condizione “saturi a superficie asciutta” (saturi d’acqua ma senza velo d’acqua superficiale).  Tale condizione è di difficile se non impossibile applicazione in un impianto di betonaggio. Ci troveremo quindi o con aggregati bagnati o non saturi, con conseguenti variazioni imprevedibili del rapporto acqua/cemento, dei valori di slump, con ovvie conseguenze.
  3. L’aggregato da riciclo, frantumato, per sua natura ha una forma non ottimale per la realizzazione di calcestruzzi ad alte prestazioni; richiedono maggior pasta di cemento per la loro ricopertura, con aggravio di costi ed un peggioramento delle resistenze e dei ritiri volumetrici.

Mi chiedo: ne vale quindi la pena?

La mia risposta quindi é NO.  Con le attuali condizioni, l'utilizzo di aggregati di riciclo in una pavimentazione industriale, specialmente se in area esterna, comporta talmente tanti rischi e vincoli progettuali da scionsigliarne vivamente l'utilizzo.
Rimango ttuttavia aperto a smentite e correzioni.

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