Lo spessore minimo di un pavimento industriale in calcestruzzo. Questione di calcoli o di supposizioni?

01/09/2021
spessore minimo pavimento calcestruzzo cemento

Mi capita assai frequentemente, dopo aver fatto “quattro calcoli” ed aver sottoposto al cliente l’offerta per la realizzazione di un pavimento industriale in calcestruzzo, di sentirmi dire: “mi sembra esagerato, non possiamo farlo più basso?”.

Premesso che non ho la presunzione di ritenermi il più bravo nel mio lavoro, né di utilizzare i migliori software di calcolo, ma…. perché dovremmo fare un pavimento di spessore più basso?
Generalmente le rimostranze si riassumono in:
1) Perché perdiamo volume/altezza/sfruttabilità dell’edificio.  (come se davvero 2 centimetri in meno facessero davvero la differenza in un capannone industriale alto 6/8 metri…)
2) Per farlo costare meno.

Mi soffermo sulla risposta 2, ovvero l’economicità di realizzazione.
Cercare l'economia estrema in pavimento industriale è pratica comune, la quale spesso porta verso risultati di scarsa durabilità o contenziosi.
Quali interessi avrebbe un’impresa specializzata in pavimenti industriali, nel cercare di vendere pavimentazioni di spessore sovradimensionato?  I margini di guadagno non sono proporzionali allo spessore.
Inoltre, un pavimento di spessore troppo elevato diviene inutilmente costoso, quindi il rischio di perdere la commessa diviene quasi una certezza.

curling pavimenti calcestruzzo

Assodato quindi che il pavimentista non ha nessun interesse nel proporre spessori più elevati del necessario, ne vale davvero la pensa spingersi oltre le soglie minime di sicurezza?

Vediamo quindi quali sono i rischi nello spingersi “troppo in basso” e cosa dicono i testi tecnici di riferimento.

  • Il primo fattore da considerare, quello più ovvio, é che al diminuire dello spessore del pavimento diminuisce la sua portata, la sua capacità di supportare il lavoro e, al superamento della soglia limite, la sua integrità e durabilità.
  • Più lo spessore delle piastre è basso, più aumenta l’effetto curling (imbarcamento) a danno della planarità finale del pavimento.
  • Più aumenta l’effetto curling, più le piastre del pavimento mancheranno di un solido appoggio sulla massicciata. Al passaggio dei carrelli si verificheranno movimenti verticali delle piastre di cls, principale causa di degrado dei giunti.
  • Lo stesso documento CNR DT211/2014 (Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle Pavimentazioni di Calcestruzzo che trovate gratuitamente nella nostra sezione Download), in merito all’argomento curling specifica che: “…In particolare, è fortemente sconsigliato realizzare pavimentazioni di calcestruzzo con spessori inferiori a 15 cm.”  Ricordo che tale documento è stato citato ufficialmente in una circolare esplicativa delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018. Nonostante ciò, sono innumerevoli le richieste d'offerta ed i capitolati "tecnici" che indicano pavimentazioni ad uso industriale con spessore di 10/12 centimetri, se non meno!
  • Risulta inoltre fondamentale ricordare che lo spessore del pavimento in calcestruzzo e le sue portate, sono direttamente correlate allo strato che supporta la pavimentazione stessa, il quale può essere costituito da massicciata, un getto integrativo, una vecchia pavimentazione, uno strato di coibentazione, etc.  A tal proposito, il Codice di Buona Pratica per la progettazione e realizzazione di pavimenti in calcestruzzo edito da Conpaviper, in merito alle pavimentazioni poste su strato di coibentazione, specifica che “lo spessore minimo (del pavimento) non deve essere inferiore a 15 cm”
  • In ultimo, occorre ricordare che minore é lo spessore del massetto, minori dovranno essere le dimensioni dei lati delle piastre di calcestruzzo. I giunti dovranno quindi essere maggiori.  Se consideriamo i giunti come la parte del pavimento maggiormente soggetta a degrado, maggiori sono i giunti e maggiori saranno le aree oggetto di possibile degrado e maggiore sarà la manutenzione necessaria al pavimento.
     

Dopo aver spiegato tutto questo, di solito mi dicono “Ma non possiamo farlo più basso neanche se mettiamo la rete/fibre?
Premesso che l’inserimento di un armatura composta da rete, fibre od entrambe rappresenta lo standard per ogni pavimento industriale, occorre specificare che le stesse hanno lo scopo di contenere lo stato fessurativo tipico del calcestruzzo e, salvo casi particolari, non hanno correlazione con le portate del pavimento.

pavimento industriale a basso spessore

Pavimenti a basso spessore: SI, ma per specifiche esigenze.

La tecnologia nel mondo del calcestruzzo e delle pavimentazioni è ovviamente avanzata.
E’ assolutamente possibile, dal punto di vista meramente tecnico, realizzare pavimentazioni in calcestruzzo a basso spessore (<15 cm).
E’ possibile l’utilizzo di calcestruzzi speciali ad alte prestazioni e ritiro controllato, l’utilizzo di armature miste costituite da rete elettrosaldata e fibre sintetiche o metalliche, sino ad arrivare alla tecnica della post-tensione.
Per pavimentazioni collaboranti mediante incollaggio chimico-fisico con le piastre o solai sottostanti, è possibile spingersi nel realizzare pavimenti industriali di pochi centimetri di spessore (sino a 5!)
Risulta ovvio tuttavia che queste soluzioni tecniche rendono il sistema pavimento più costoso rispetto ad un pavimento a medio spessore (15-25 cm) di tipo tradizionale; sono quindi un’ottima soluzione nel caso si debba realizzare pavimenti nel rispetto di quote vincolanti, a causa di errori progettuali, esecutivi o nel caso di ristrutturazioni.

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