Trattamenti antipolvere per pavimenti in cemento

28/05/2019
Trattamenti antipolvere per pavimenti in cemento

Buongiorno,

Ci troviamo alle porte di Pavia, presso un immobile di nuova costruzione di 1'700 mq che sarà adibito a magazzino logistico per prodotti per animali.
Ai nostri piedi, una pavimentazione industriale in calcestruzzo di nuova costruzione. Il proprietario dell’immobile, nonché utilizzatore finale, ci ha saggiamente richiesto di realizzare un trattamento antipolvere per la pavimentazione.
I pavimenti industriali in calcestruzzo, seppur realizzati correttamente, presentano dei limiti tipici del materiale di cui sono composti, ovvero il calcestruzzo.
Questi limiti sono dovuti principalmente alla forte assorbenza di liquidi, che determina una facilità di pulizia non propriamente immediata, e la caratteristica tendenza a “spolverare”, ovvero a formare polvere durante l’utilizzo del pavimento.

Per ovviare a questi limiti tipici dei pavimenti in cemento è possibile realizzare dei trattamenti antipolvere con dei consolidanti.  Sul mercato esistono fondamentalmente due macro-categorie di trattamenti antipolvere consolidanti; la prima parte riguarda i trattamenti a base di resine (epossidiche, ma anche acriliche e poliuretaniche trasparenti), la seconda che comprende i trattamenti a base di silicati (di litio, sodio o potassio).
In questo caso, come vedete alle mie spalle, stiamo realizzando con metodo ad airless (spruzzo) un consolidamento della superficie con resine epossidiche trasparenti in dispersione acquosa.
Questo trattamento, che è molto economico, è il giusto completamento di una pavimentazione industriale in calcestruzzo, che consentirà quindi di avere, per i prossimi anni, una pavimentazione facilmente pulibile ma soprattutto un annullamento totale della formazione di polvere.
Questa polverosità deve essere eliminata in tutte le pavimentazioni industriali ad uso interno, in quanto tende ad essere volatile al passaggio dei carrelli ed a posarsi sulle merci stoccate o, peggio, inalata dagli operatori dei carrelli e dal personale presente nell’edificio.
Un trattamento antipolvere a base di resine viene definito impregnante, quindi non forma un film superficiale ma penetra all’interno del calcestruzzo, catalizzando, indurendo e consolidando la superficie.
Ne consegue anche un aumento delle resistenze superficiali all’abrasione, quantificabile in +30%.
Ricordo che i trattamenti antipolvere sono costituiti da resine trasparenti e non possono essere colorate, in quanto penetrano nel calcestruzzo e non possono creare un film superficiale (ed una colorazione).
I trattamenti antipolvere riducono l’assorbimento di liquidi ma non sono idro ed oleo-repellenti!
indi per cui, se avete macchinari od altre fonti di contaminazione di oli e grassi, occorre valutare degli step successivi in grado di formare un film semi-impermeabile ed offrire una protezione maggiore contro la contaminazione di oli.
In caso di vincoli per le normative antincendio, l’impregnante non forma un film superficiale pertanto le caratteristiche di resistenza al fuoco sono da considerarsi pari a quelle del materiale trattato (cemento-calcestruzzo)

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