Calcestruzzo Autocompattante o SCC

07/02/2022

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Il calcestruzzo autocompattante o calcestruzzo SCC (Self Compacting Concrete) è un conglomerato cementizio di elevatissima fluidità, superore alla S5 nella normale scala di consistenza, che vanta la proprietà di riempire completamente gli spazi tra le armature e le casseformi, eliminando altresì i macrovuoti causati da aria in eccesso, senza alcuna azione esterna di vibrazione.
Tali proprietà, date principalmente dalla consistenza superfluida, devono essere compensate da una buona resistenza alla segregazione degli inerti, onde evitare di compromettere l’omogeneità e le prestazioni del calcestruzzo stesso.

Il calcestruzzo autocompattante è quindi idoneo per la realizzazione di strutture complesse, ricche di armature o faccia a vista.

 

calcestruzzo autocompattante calcestruzzo autocompattante

Il calcestruzzo autocompattante deve quindi avere la proprietà di deformarsi allo stato fresco per il solo effetto del peso proprio, e di fluire in spazi ristretti, anche per diversi metri, senza bloccarsi o disegregarsi.

Il maggiore ostacolo nella realizzazione di un calcestruzzo SCC, consiste nel controllo della segregazione degli inerti, la quale può avvenire per diverse cause e momenti, ovvero:

Segregazione esterna: data dalle operazioni di getto, le quali avvengono prevalentemente mediante uso di betonpompa con caduta verticale.

Segregazione di flusso: data dallo scorrere della miscela di calcstruzzo scc all’interno delle casseforme.

Segregazione interna: fase post-getto, in cui il calcestruzzo scc si trova in fase fluida all’interno delle casseforme, in cui gli inerti più pesanti possono discendere a causa della forza di gravità.

Tali proprietà si ottengono mediante un attento studio del mix-design del calcestruzzo, l’utilizzo di aggiunte minerali, additivi superfluidificanti e VMA (modificatori di viscosità)

Di seguito, tre dei principali test che vengono solitamente effettuati sul calcestruzzo autocompattante per valutarne le proprietà reologiche.

calcestruzzo autocompattante calcestruzzo autocompattante

SlumpFlow test (UNI EN 12350-8)

é un Test che si effettua mediante cono di Abrams ed una piastra quadrata in acciaio, di dimensioni almeno 90x90 cm.
Sia il cono di Abrams che la piastra devono essere bagnati/inumiditi, senza presentare velo d’acqua superficiale.
Si riempie di calcestruzzo il cono, precedentemente fissato su piastra perfettamente orizzontale.
Si solleva quindi il cono, facendo partire il cronometro.
Si misura quindi il tempo che impiega il calcestruzzo a formare un cerchio di diametro 50 cm (misura identificata con T50)
A movimento esaurito

 si misura lo spandimento (slump flow) sui 2 diametri (a1 e a2) ortogonali in corrispondenza della croce tracciata sulla tavola. Il valore dello spandimento finale SF è dato dalla media tra a1 e a2 misurati in mm.

Per un calcestruzzo SCC è necessario un SF ≥ 600 mm e T50 ≤ 12 s.

Le classi di spandimento mediante la misura dello slump flow sono:

SF1 - diametro spandimento finale: da 550 a 650 mm

SF2 - diametro spandimento finale : da 660 a 750 mm

SF3 - diametro spandimento finale: da 760 a 850 mm

Japanese Ring o J-Ring (UNI EN 12350-12)

È un test sviluppato in Giappone, patria del calcestruzzo autocompattante, ed è finalizzata a valutare lo scorrimento del cls attraverso le barre di armatura.
il J-Ring

 è un anello forato, attraversato da barre di acciaio che simulano le armature.
Si prepara il cono di Abrams su piastra, come nello SlumpFlow test e si pone il J-Ring intorno al cono.
Si rimuove il cono ed a fine spandimento si misura la differente altezza tra cls dentro il cono e cls fuori dal cono. Per calcestruzzo SCC la differenza di valori deve essere compresa tra 0 e 10 mm.

V-Funnel test (UNI EN 12350-9):

E’ la prova che consiste nel misurare il tempo necessario ad un volume noto di cls ad attraversare l’imbuto metallico. Minore è il tempo di attraversamento, minore è la viscosità del SCC.

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