Il DT 211/2014 del CNR (disponibile gratuitamente nella nostra area DOWNLOAD) in attesa della revisione della norma UNI 11146, rappresenta ad oggi lo strumento normativo più attuale e completo per la comprensione e la progettazione dei pavimenti industriali in calcestruzzo.
La realizzazione della norma si è svolta all'interno della Commissione CNR coordinata dal Prof. Franco Maceri, dal prof. Marco Savoia e prof. Giovanni Plizzari, con la collaborazione dei maggiori esperti del settore a livello nazionale, oltre che i rappresentanti delle due associazioni nazionali di riferimento: ATECAP e CONPAVIPER.
Tale norma è stata elevata nel suo valore il 27 Luglio 2018, in quanto l’assemblea del Consiglio Superiore dei LLPP ha approvato il testo della Circolare Esplicativa, che cito testualmente: “Per quanto riguarda le pavimentazioni in calcestruzzo può farsi utile riferimento alle CNR-DT 211/2014 - Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle Pavimentazioni di Calcestruzzo”.
Il DT 211/2014 del CNR affronta la casistica di diverse tipologie di pavimentazione, come quella in calcestruzzo fibrorinforzato, introducendo inoltre il concetto di difettosità ammissibile. Il pavimento industriale in calcestruzzo è una struttura realizzata manualmente, con una materia prima naturalmente incline alla fessurazione, è quindi estremamente utile affrontare anche i criteri di ammissibilità dei difetti o limiti di questa particolare struttura.
"Le pavimentazioni in calcestruzzo sono molto utilizzate in aree industriali, sia interne (ad esempio magazzini o aree di lavorazione industriale in genere) che esterne (aree di stoccaggio o di movimentazione merci), ma anche per la realizzazione di vie di transito quali piste aeroportuali e, soprattutto all’estero, di vie stradali per il traffico su ruota. Inoltre, in questi ultimi anni l’evoluzione tecnologica negli ambienti industriali e nelle logistiche ha richiesto prestazioni sempre più importanti alle pavimentazioni, evidenziate anche nella stessa evoluzione normativa. Le pavimentazioni di calcestruzzo sono spesso realizzate unicamente sulla base di voci di capitolato, senza alcuna progettazione preliminare. I
l risultato della scarsa attenzione progettuale ed esecutiva è spesso causa di vari difetti, tra i quali fessurazioni, deformazioni, rotture e disomogeneità che possono compromettere la funzionalità della pavimentazione. Dal punto di vista strutturale, le pavimentazioni sono piastre su appoggio continuo cedevole.
La progettazione delle pavimentazioni in calcestruzzo è di grande importanza ed attualità, malgrado tale settore sia sempre stato considerato non di competenza ingegneristica. Ciò è palesemente in contrasto con i numerosi aspetti tecnici coinvolti, a partire dalle caratteristiche del supporto, per continuare con la tecnologia del calcestruzzo e per finire con lo strato di finitura superficiale. Le verifiche devono essere condotte soprattutto nei confronti dello Stato Limite di Esercizio (SLE) senza però trascurare lo Stato Limite Ultimo (SLU). In condizioni di esercizio rivestono particolare importanza lo stato limite di formazione delle fessure e quello di deformazione in quanto un’eccessiva deformazione potrebbe creare problemi, ad esempio alle scaffalature, al transito dei mezzi e, in generale, alla funzionalità della stessa pavimentazione.
Una pavimentazione può essere realizzata adottando differenti tecniche costruttive, quali ad esempio:
A seconda delle tecniche costruttive adottate, l’armatura di una pavimentazione è costituita da uno o più strati di rete e/o da fibre “strutturali”; altre tipologie di fibre “non strutturali” possono essere aggiunte per contrastare la fessurazione da ritiro.
In presenza di carichi sismici, quali quelli trasmessi da scaffalature porta-pallet o similari, fissate alla pavimentazione con tasselli di tipo meccanico o chimico, la tipologia di cui al punto 1 non può essere adottata ma occorrerà utilizzare una pavimentazione dotata di armatura convenzionale (il progettista verificherà l’eventuale necessità di disporre l’armatura sia all’intradosso sia all’estradosso) o, in alternativa, una pavimentazione in FRC, con o senza armatura tradizionale integrativa. Le azioni agenti sulle pavimentazioni di calcestruzzo comportano stati di sollecitazione piuttosto complessi. Ad esempio, i carichi mobili provocano azioni cicliche variabili, per cui la pavimentazione risulta sottoposta ad azioni flettenti con tensioni di trazione sia all’intradosso sia all’estradosso della piastra. Quando le tensioni di trazione superano la resistenza a trazione del calcestruzzo (nelle condizioni di esercizio), risulta necessaria una attenta valutazione dei fenomeni fessurativi e l’utilizzo di un’armatura tradizionale e/o l’impiego di FRC (vedi documento CNR DT 204/2006). CNR-DT 211/2014 6
È sembrato pertanto importante per il CNR, per il tramite della propria Commissione incaricata della predisposizione e analisi di norme tecniche relative alle costruzioni, promuovere la redazione di Istruzioni sulle pavimentazioni di calcestruzzo, che non solo forniscano i criteri per la progettazione, esecuzione e controllo, ma anche criteri con i quali verificare l’accettabilità o meno di certe difettosità inevitabili nel caso di pavimentazioni estese, utili anche per la predisposizione di capitolati prestazionali e per la definizione di piani di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il tema è trattato ad ampio spettro, dalle tipologie costruttive e materiali utilizzati per la loro realizzazione, alla definizione delle azioni e dei criteri di progetto e di verifica, alle prescrizioni relative all’esecuzione ed alle possibili difettosità, alle prove in situ, queste ultime sia nel caso di progettazione di nuove pavimentazioni che di valutazione delle prestazioni di pavimentazioni esistenti. Il presente documento tratta le pavimentazioni in calcestruzzo senza armatura, con armatura tradizionale (rete o barre) e in calcestruzzo fibrorinforzato; non sono incluse le pavimentazioni armate con cavi da precompressione post-tesi. Il documento è corredato di Appendici che approfondiscono alcuni aspetti teorici, richiamati sinteticamente nel corpo delle Istruzioni, ma meritevoli, per il loro carattere innovativo, di una trattazione più estesa, con finalità tipicamente divulgative. Le istruzioni contenute nel presente documento tecnico non hanno valore cogente ma possono costituire un utile riferimento non solo dal punto di vista tecnico per i progettisti ed appaltatori, ma anche nella redazione dei capitolati tecnici per la realizzazione di tali opere, e si applicano alle pavimentazioni di edifici industriali e delle relative pertinenze, con l’esclusione di vie stradali ed aeroportuali.
Tiziano Massazzi
Tecnologo del calcestruzzo
Direttore tecnico @ ATEF srl
Autore del libro
I pavimenti industriali in resina
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