Industria alimentare: meglio i pavimenti in resina od il calcestruzzo levigato?

05/05/2022

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Nella mia attività lavorativa mi occupo sia di pavimenti industriali in resina quanto di trattamenti di levigatura del calcestruzzo con utilizzo di silicati di litio, pertanto voglio concedermi la presunzione di poter affrontare questo argomento senza pregiudizi verso l’una o l’altra soluzione.

Data la diffusione sempre su più larga scala dei trattamenti di levigatura del calcestruzzo, mi viene richiesta questa soluzione anche in industrie alimentari ove vige il regime di autocontrollo HACCP.
Spesso contro il mio interesse, cerco di far capire ai potenziali clienti che un trattamento a base di silicati di litio e/o levigatura del calcestruzzo NON può trovare collocamento in aree destinate a lavorazione, confezionamento e stoccaggio di alimenti sfusi, per i seguenti motivi:

  1. Un calcestruzzo levigato e trattato con silicati di litio non può, nel modo più assoluto, definirsi una superficie impermeabile e non assorbente, le quali sono caratteristiche fondamentali per le pavimentazioni in aree HACCP!  Cito testualmente dal reg.(CE)851/2004: “i pavimenti devono essere mantenuti in buone condizioni, essere facili da pulire e, se necessario, da disinfettare; ciò richiede l'impiego di materiale resistente, non assorbente, lavabile e non tossico”. I silicati di litio ed eventuali sigillanti superficiali possono ridurre considerevolmente la porosità tipica del calcestruzzo ma non eliminarla, consentendo quindi una penetrazione di liquidi ed oli. La porosità, in ambito haccp è considerata come fonte di proliferazione fungina e batterica.
  2. Levigatura ed applicazione di silicati, sono trattamenti di una superficie esistente (il calcestruzzo), che non può certo essere certificata haccp, fda, etc..
  3. In molte aziende alimentari le pavimentazioni sono oggetto di importanti aggressioni chimiche. Il calcestruzzo, per sua natura ha una buona resistenza agli alcali ma una scarsa resistenza agli acidi. Alcuni detergenti largamente utilizzati in ambito alimentare, ma anche la degradazione organica di oli, grassi, zuccheri, sangue, bevande gassate, etc, etc.. possono intaccare profondamente la superficie del calcestruzzo.
  4. In aree soggette a versamento più o meno frequente di liquidi, oli, grassi, farine, etc.. la pavimentazione deve essere adeguatamente “antiscivolo” e presentare un attrito conforme al d.m. 236/89.  Un pavimento in calcestruzzo levigato non può rispettare questi valori.
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“Ma i suoi concorrenti me lo fanno. Hanno detto che non ci sono problemi…”

Il fatto che qualcuno lo faccia, non significa che si possa fare.

Un ispettore ASL accorto, di fronte ad una pavimentazione assorbente, non perfettamente igienizzabile o con presenza di zone di accumulo di sporco (giunti, gusce di raccordo, etc.) avrebbe tutte le carte in regola per esporre una regolare contestazione e richiedere la messa a norma degli spazi.

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“Ma la resina si foglia, si rovina…”


In parte potrebbe essere vero.
Molte pavimentazioni in resina mal eseguite o realizzate in estrema economia, hanno avuto vita breve o brevissima.
Ciò non significa che il mal eseguito sia la regola.
Diverse aziende specializzate unicamente nella levigatura del calcestruzzo, hanno fondato la propria campagna commerciale sul discredito dei rivestimenti in resina.

Un pavimento industriale in resina adeguatamente progettato e realizzato in funzione della specifica destinazione d’uso (e non affidato unicamente a chi fa il prezzo più basso), presenta una vita utile estremamente lunga.
Ma in ambito alimentare si aggiungono altri importantissimi vantaggi:·        

  • Alcuni sistemi resinosi (non una semplice verniciatura ovviamente…) godono di certificazione volontaria di conformità HACCP.·        
  • I pavimenti in resina più accreditati, beneficiano di certificazione antibatterica/batteriostatica!  Tale certificazione non è obbligatoria, ma risulta ovviamente di estrema utilità quando ci si trova in ambienti dove quotidianamente occorre combattere contro la proliferazione di Escherichia coli ed altri ceppi batterici estremamente pericolosi.·        
  • Il potere antisdrucciolo di un pavimento in resina può essere calibrato in funzione della specifica destinazione d’uso.·        
  • I pavimenti in resina epossidica o poliuretano-cemento presentano resistenze alte/altissime verso gli aggressivi chimici.·        
  • Un pavimento in resina realizzato ad hoc, seguendo il ciclo applicativo indicato dal produttore, è impermeabile e non assorbente.
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Piccola ma importante nota: non sono assolutamente contrario alla realizzazione di pavimenti in calcestruzzo levigato né ai trattamenti a base di silicati di litio! Anzi…
Come specificato all’inizio, questa tipologia di trattamenti rientra nella mia attività, quindi non ho alcun pregiudizio.
Ho solo voluto specificare il loro giusto collocamento, che non può rientrare in ambito HACCP o farmaceutico.
I pavimenti in calcestruzzo levigato possono essere utilizzati in ambito alimentare nelle aree di stoccaggio del prodotto finito e confezionato; trovano inoltre una perfetta collocazione in ambito manifatturiero, logistico, automotive, nell’industria meccanica, etc..

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