Pavimento Jointless - il pavimento in calcestruzzo per la logistica e l'industria moderna

18/02/2022

pavimento jointless pavimento jointless

I pavimenti industriali Jointless (inglese Joint=giunto e Less=senza) sono strutture in calcestruzzo prive (o quasi) di giunti di contrazione e controllo.
Come già illustrato in precedenti articoli, il calcestruzzo è un materiale che, allo stato fluido, presenta un elevato contenuto di acqua, pari ad almeno 160/180 litri per metro cubo.
Parte dell’acqua viene coinvolta nel processo di idratazione del cemento, formando alcuni sottoprodotti. L’acqua rimanente è esposta ad evaporazione, con una velocità influenzata da fattori ambientali ed alla eventuale presenza di protezioni (teli o stagionanti chimici) per una corretta maturazione del calcestruzzo.
La perdita di un quantitativo così elevato di acqua implica anche una perdita di volume, definita come contrazione.
E’ per questo motivo che nelle pavimentazioni industriali si realizzano i giunti di contrazione, ovvero per “invitare” il calcestruzzo a fessurarsi (per contrazione) all’interno di questi indebolimenti programmati.
Oltre che per contrazione durante le fasi di maturazione, i pavimenti industriali in calcestruzzo nell’arco dell’intera vita sono inoltre soggetti a movimenti dati dalle escursioni termiche ed ai carichi statici e dinamici che graveranno su di esso.
Tuttavia è assai noto che i giunti delle pavimentazioni industriali sono anche le aree della superficie soggette a degrado, causa il traffico di carrelli a ruota rigida (Vulkollan), divenuti ormai lo standard in ogni azienda o magazzino.
Per ovviare ad un circolo vizioso di degrado dei giunti e costante manutenzione, già da decenni la tecnologia nel settore dei pavimenti industriali si è sempre più concentrata verso la realizzazione di pavimenti jointless.

pavimento jointless pavimento jointless

Come si realizzano i pavimenti jointless?

Se il calcestruzzo è un materiale soggetto alla fessurazione a causa dei ritiri volumetrici, come è possibile eliminare i giunti?
La risposta è molto semplice, mentre la pratica è assai difficile: occorre realizzare un calcestruzzo ed elevata stabilità volumetrica.
Ebbene si, realizzare un pavimento jointless è tutt’altro che semplice e non esiste una “ricetta” univoca.
Ogni progetto deve essere affrontato partendo praticamente da zero, iniziando con la gestione del layout della pavimentazione (in funzione della struttura del prefabbricato) e, successivamente, del mix-design del calcestruzzo e delle caratteristiche del sottofondo.
Per realizzare il mix-design del calcestruzzo non sarà sufficiente aggiungere additivi SRA (Shrinkage-Reducing Admixtures) od agenti espansivi alle formule già presenti all’impianto di betonaggio; sarà necessario realizzare un nuovo mix-design specifico, che partirà dall’analisi degli aggregati presenti in loco.

L’utilizzo di armature metalliche quali reti elettrosaldate o fibre è essenziale, ma ricopre un ruolo secondario e non sopperisce allo studio del mix-design del calcestruzzo.

La posa della pavimentazione avverrà generalmente con l’utilizzo di LaserScreed, onde poter lavorare agevolmente con un calcestruzzo di consistenza inferiore ad S5.

atef pavimenti jointless atef pavimenti jointless

Come scritto all’inizio di questo articolo, il pavimento Jointless è quasi privo di giunti di contrazione.
Anche se ipotizzassimo di realizzare un calcestruzzo con ritiro/espansione zero (che di fatto è impossibile), la pavimentazione sarà comunque soggetta a movimenti dati dalle escursioni termiche. Occorre pertanto prevedere i movimenti della piastra di calcestruzzo e, se presenti vincoli strutturali, realizzare dei giunti in prossimità degli stessi.

L’eliminazione della quasi totalità dei giunti di contrazione porta inoltre considerevoli vantaggi sulla planarità della pavimentazione, la quale sarà difficilmente soggetta ad effetto curling, se non in prossimità dei giunti di costruzione.

La foto a lato potrebbe sembrare brutta e priva di significato, ma in realtà é estremamente rappresentativaSi tratta del primo pavimento jointless, da noi realizzato nel 1989. Dopo oltre trent'anni (foto scattata nel 2021), il pavimento sicuramente si presenta sporco, ma gode ancora di perfetta efficienza e non ha necessitato di nessun intervento di manutenzione!
La dimostrazione che un pavimento ben realizzato può rivelarsi, nel tempo, un investimento lungimirante.

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