Mi capita assai frequentemente, dopo aver fatto 'quattro calcoli' ed aver sottoposto al cliente l’offerta per la realizzazione di un pavimento industriale in calcestruzzo, di sentirmi dire: “mi sembra esagerato, non possiamo farlo più basso?”.
Premesso che non ho la presunzione di ritenermi il più bravo nel mio lavoro, né di utilizzare i migliori software di calcolo, mi chiedo sempre…. perché dovremmo fare un pavimento di spessore più basso?
Generalmente le rimostranze si riassumono in:
1) Perché perdiamo volume/altezza/sfruttabilità dell’edificio. (come se 3 centimetri in meno facessero davvero la differenza in un capannone industriale alto 6/8/10 metri…)
2) Per farlo costare meno.
Mi soffermo sulla risposta 2, ovvero l’economicità di realizzazione.
Cercare l'economia estrema in pavimento industriale è pratica comune, la quale spesso porta verso risultati di scarsa durabilità o contenziosi.
Vi invito però a riflettere: quali interessi avrebbe un’impresa specializzata in pavimenti industriali, nel cercare di vendere pavimentazioni di spessore sovradimensionato? I margini di guadagno non sono proporzionali allo spessore.
Inoltre, un pavimento di spessore troppo elevato diviene inutilmente costoso, quindi il rischio di perdere la commessa risulta quasi una certezza.
Assodato quindi che il pavimentista non ha nessun interesse nel proporre spessori più elevati del necessario, ne vale davvero la pena spingersi oltre le soglie minime di sicurezza?
Vediamo quindi quali sono i rischi nello spingersi “troppo in basso” e cosa dicono i testi tecnici di riferimento.
Dopo aver spiegato tutto questo, di solito mi dicono “Ma non possiamo farlo più basso neanche se mettiamo la rete o le fibre?”
Premesso che l’inserimento di un armatura composta da rete, fibre od entrambe rappresenta lo standard per ogni pavimento industriale e non un optional, occorre specificare che le stesse hanno lo scopo di contenere lo stato fessurativo tipico del calcestruzzo e, salvo casi particolari, non hanno correlazione con le portate del pavimento.
La tecnologia nel mondo del calcestruzzo e delle pavimentazioni è ovviamente avanzata.
E’ assolutamente possibile, dal punto di vista meramente tecnico, realizzare pavimentazioni in calcestruzzo a basso spessore (<15 cm).
E’ possibile l’utilizzo di calcestruzzi speciali ad alte prestazioni e ritiro controllato, l’utilizzo di armature miste costituite da rete elettrosaldata e fibre sintetiche o metalliche, sino ad arrivare alla tecnica della post-tensione.
Per pavimentazioni collaboranti mediante incollaggio chimico-fisico con le piastre o solai sottostanti, è possibile spingersi nel realizzare pavimenti industriali di pochi centimetri di spessore (sino a 5!)
Risulta ovvio tuttavia che queste soluzioni tecniche rendono il sistema pavimento più costoso rispetto ad un pavimento a medio spessore (15-25 cm) di tipo tradizionale; sono quindi un’ottima soluzione nel caso si debba realizzare pavimenti nel rispetto di quote vincolanti, a causa di errori progettuali, esecutivi o nel caso di ristrutturazioni.
Tiziano Massazzi
Tecnologo del calcestruzzo
Direttore tecnico @ ATEF srl
Autore del libro
I pavimenti industriali in resina
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