Molto spesso vengo contattato da persone desiderose di verniciare (o ri-verniciare) il pavimento in calcestruzzo della propria azienda, convinti che questo rappresenti la soluzione più immediata per portare il pavimento a nuovo splendore.
Purtroppo, altrettanto spesso mi trovo a dover smorzare gli entusiasmi ed a tentare di far comprendere che una semplice verniciatura del pavimento, seppur realizzata con resine della massima qualità, potrebbe essere controproducente, oltre che un inutile esborso di denaro.
La resine difatti non sono la panacea di tutti i mali e, se applicate in modo errato o su supporti inadatti, la loro durata può essere estremamente limitata.
Durante la mia carriera lavorativa, moltissime persone mi hanno contattato in cerca di una soluzione, in quanto la verniciatura del pavimento della propria azienda si stava esfoliando o degradando dopo pochi mesi od addirittura settimane dall’applicazione.
Prima di richiedere la verniciatura del Vostro pavimento, suggerisco quindi di porVi queste semplici ma fondamentali domande:
Occorre partire da un concetto di importanza fondamentale: una verniciatura di un pavimento industriale è un rivestimento filmogeno di bassissimo spessore, generalmente pari a 150/200 micron.
Anche utilizzando resine della massima qualità, è possibile attendersi che un rivestimento plastico di così basso spessore sia in grado di resistere al carico di lavoro tipico di un’industria, al traffico di carrelli a ruota semirigida, etc.?
Ovviamente no.
Lo spessore di un pavimento in resina è determinante per le sue prestazioni e la durabilità.
L’entry level nel mondo dei rivestimenti industriali è costituito dal pavimento in resina multistrato il quale, per norma, deve avere uno spessore minimo pari o superiore ad 1,5 millimetri che, pur essendo un rivestimento a bassissimo spessore, è comunque almeno 10 volte lo spessore di una verniciatura.
Occorre inoltre evidenziare che un pavimento in resina multistrato è composto, oltre che da resine epossidiche/poliuretaniche, da sabbie di puro quarzo, le quali sono essenziali per garantire resistenza all’abrasione del sistema resinoso.
Una verniciatura ovviamente non può essere caricata con sabbie di quarzo.
Altra questione fondamentale quando si tratta di verniciare un pavimento, è la condizione del sottofondo da rivestire.
Spesso mi viene richiesto di verniciare pavimenti in calcestruzzo che sono già stati utilizzati e contaminati da oli, grassi, siliconi ed altre sostanze chimiche che hanno un elevato potere distaccante nei confronti di qualsiasi rivestimento.
Pensare di eliminare questi contaminanti con semplici lavaggi o carteggiatura è utopico, in quanto il calcestruzzo è estremamente poroso e gli oli penetrano in profondità.
Occorrerebbe una levigatura intensiva e profonda della superficie, la quale tuttavia richiede macchinari specifici e costi importanti.
Molte pavimentazioni in calcestruzzo, ancor oggi vengono realizzate (in estrema economia) senza barriera al vapore, ovvero al doppio strato di polietilene posto tra la massicciata (terreno) ed il pavimento stesso.
Il terreno quindi cederà costantemente umidità al calcestruzzo, la quale risalirà nello spessore del massetto.
Una verniciatura non traspirante applicata su un pavimento in calcestruzzo privo di barriera al vapore, sarà esposta a controspinte negative che ne causeranno l’inevitabile distacco.
E’ quindi consigliabile applicare verniciature su pavimenti industriali a basso contenuto di umidità residua, ed in ogni caso sempre con rivestimenti traspiranti.
Contrariamente a quanto si pensa, il rivestimento a film sottile di un pavimento non è da intendersi come superficie impermeabile.
La semplice verniciatura del pavimento non è quindi idonea in tutti questi contesti produttivi soggetti ad elevati requisiti igienici, come il settore farmaceutico, cosmetico od alimentare HACCP.
Una verniciatura del pavimento, per caratteristiche legate al proprio spessore, non è da intendersi come un rivestimento duraturo e definitivo.
In funzione del traffico veicolare e pedonale che graverà sul pavimento, si dovrà prevedere una manutenzione periodica, costituita dalla preparazione della superficie ed applicazione di un nuovo strato di finitura. Questa operazione non implica solo dei costi, ma anche la messa a disposizione delle aree da trattare, che dovranno essere temporaneamente escluse dalla produttività dell’azienda.
E’ quindi fondamentale prevedere sin da subito una manutenzione ogni "X" anni.
Verniciare una pavimentazione industriale con un film in resina epossidica non è sconsigliabile a priori, ma occorre valutare con attenzione se l’operazione è fattibile oltre che compatibile con le proprie aspettative. Rivolgetevi sempre ad un tecnico qualificato per una valutazione accurata.
Tiziano Massazzi
Tecnologo del calcestruzzo
Direttore tecnico @ ATEF srl
Autore del libro
I pavimenti industriali in resina
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