Ciclo di primo avviamento dei massetti riscaldati

Guida alla UNI EN 1264 e falsi miti sullo Shock Termico dei massetti dotati di riscaldamento radiante.

17/03/2026

Quando si parla di impianti di riscaldamento a pavimento, la confusione terminologica regna sovrana. Spesso si sente parlare di "shock termico", ma tecnicamente questo concetto è fuorviante. In questo articolo vedremo perché il ciclo di primo avviamento è un obbligo normativo imprescindibile e come eseguirlo correttamente secondo la norma UNI EN 1264.

Il quadro normativo: la UNI EN 1264

I sistemi radianti alimentati ad acqua sono regolamentati dalla norma europea armonizzata UNI EN 1264, intitolata "Sistemi radianti alimentati ad acqua per il riscaldamento ed il raffrescamento integrati nelle strutture".
La norma è suddivisa in diverse sezioni, ma per quanto concerne la messa in funzione, il punto di riferimento è la Parte 4 (Installazione). Il paragrafo 4.2.4 definisce il Riscaldamento iniziale del sistema di emissione: un protocollo obbligatorio che deve essere sempre eseguito e opportunamente documentato

Immagine Come eseguire il Ciclo di Primo Avviamento Standard

Come eseguire il Ciclo di Primo Avviamento Standard

In mancanza di indicazioni specifiche fornite dal produttore del massetto o del sistema radiante, la norma UNI EN 1264-4 stabilisce una procedura standard precisa che riportiamo qui a lato.

Le fasi del protocollo standard:

  1. Maturazione del massetto: Il ciclo può iniziare solo dopo almeno 21 giorni dalla posa del massetto.
  2. Fase di preriscaldamento (3 giorni): Si imposta una temperatura di mandata costante tra 20°C e 25°C. Nota tecnica: In inverno si parte solitamente da 20°C, in estate da 25°C.
  3. Fase a regime (4 giorni): Si innalza la temperatura di mandata fino al valore massimo di progetto. Questa temperatura va mantenuta costante per 4 giorni consecutivi.
  4. Spegnimento: Al termine dei 7 giorni complessivi di ciclo, l'impianto viene spento.

 

Perché è sbagliato parlare di "Shock Termico"?

L'espressione "shock termico" suggerisce un'azione violenta e potenzialmente dannosa, portando molti professionisti o committenti a considerarlo un test evitabile. Al contrario, il primo avviamento è una simulazione controllata dell'esercizio reale.
Il massetto, inglobando le tubazioni, è un corpo vivo che subisce variazioni dimensionali. Il ciclo di avviamento serve a:

  • Assestare la struttura prima della posa del pavimento.
  • Verificare dilatazioni e contrazioni in fase di cantiere.
  • Prevenire fessurazioni o fenomeni di bowing (imbarcamento da spinta contrastata)

    Saltare questo passaggio significa sottoporre il pavimento finito a tensioni meccaniche impreviste: una vera "roulette russa" per la tenuta delle piastrelle o del parquet.
Immagine Il calcolo delle dilatazioni: quanto si muove un massetto?

Il calcolo delle dilatazioni: quanto si muove un massetto?

Per progettare correttamente i giunti di dilatazione, il termotecnico utilizza la formula della variazione dimensionale lineare:

Δd = L * α * Δt

Dove:
Δd = variazione dimensionale ipotetica della piastra di massetto
L = campitura massima del massetto (espressa in metri lineari)
α = coefficiente di dilatazione del massetto (valore tabellare del legante utilizzato)
Δt = variazione termica ipotizzata (espressa in °C)


Nello specifico:
Per campitura massima di progetto viene calcolata la dimensione lineare più ampia della piastra presa in esame e quindi tendenzialmente la diagonale.
La variazione termica viene calcolata sottraendo alla temperatura massima ipotetica la temperatura minima ipotetica raggiungibile, che per un massetto riscaldato potrebbe essere attorno ai 18/20°C, per un massetto riscaldato e raffrescato potrebbe essere attorno ai 25/30°C
In assenza di schede tecniche che indichino dati differenti, il coefficiente di dilatazione termica per massetti a legante cementizio è considerato pari a 0,012 mentre per quelli a legante anidritico (solfato di calcio) è considerato 0,019.
È compito del progettista, unico professionista a conoscenza delle temperature di mandata, posizionare i giunti in planimetria per garantire lo "spazio di manovra" necessario al sistema.
E’ inoltre indispensabile che i giunti di dilatazione che siano essi interni al getto del massetto o perimetrali, corrispondano al progetto nella dimensione e che vengano mantenuti tali in tutto lo spessore del Sistema Pavimento; è quindi fondamentale che il giunto di dilatazione realizzato in materiale comprimibile venga tagliato solo dopo aver applicato il rivestimento e sigillato le eventuali fughe al fine di garantire le corrette dilatazioni termiche al Sistema stesso.

Temperatura Massima: il limite dei 55°C

Spesso nelle schede tecniche dei massetti si legge il valore di 55°C come temperatura massima ammissibile. Questo dato viene frequentemente frainteso: non è la temperatura da raggiungere durante il test, ma un limite invalicabile per evitare danni strutturali.
Il ciclo di primo avviamento deve raggiungere la temperatura massima di progetto (ad esempio 35°C, se così previsto dal calcolo termico) e mai superare i 55°C.

I danni

classici danni visibili su un pavimento su cui non è stato fatto un corretto ciclo di primo avviamento possono essere:

  • fessure
  • imbarcamenti
  • distacchi del rivestimento (pavimento) dal supporto
Immagine Oltre il ciclo: la verifica dell'umidità residua

Oltre il ciclo: la verifica dell'umidità residua

Attenzione: completare il ciclo di avviamento non significa poter posare immediatamente il rivestimento. La posa è vincolata al raggiungimento del tasso di umidità residua a norma del massetto di suporto, verificata tramite igrometro a carburo di calcio (UNI 10329).

Conclusioni: la garanzia di un massetto riscaldato a regola d'arte

In sintesi, il ciclo di primo avviamento è l'unico strumento tecnico che permette di validare la bontà della posa e del progetto prima che il cantiere venga chiuso. Ignorare questa procedura non solo viola le norme UNI EN 1264, ma espone il professionista a responsabilità civili pesanti in caso di futuri distacchi o crepe del rivestimento ed il Committente ad un potenziale danno sul rivestimento (pavimento). Un impianto radiante efficiente nasce sempre da un massetto correttamente stabilizzato.
Ecco qui di seguito l’esempio di rapportino di Primo avviamento sviluppato sulla base di quanto suggerito dalla UNI EN 1264-4 (Appendice B)

APPENDICE B PROTOCOLLO DI RISCALDAMENTO INIZIALE
(informativa)
Progetto:
Proprietario dell’edificio/occupante:
Cliente:
Installatore del sistema di riscaldamento:
Progettista:
Altro:
Nel suddetto progetto edilizio è stato installato un impianto di riscaldamento a pavimento del tipo ________.
Massetto
Temperatura esterna (°C):
Spessore del massetto (incluso il diametro della tubazione):
Tipologia di massetto:
Legante:
Produttore del massetto:
La posa del massetto è stata completata in data:
Il riscaldamento con temperatura di mandata costante di 25 °C è iniziato in data:
Il riscaldamento con temperatura massima di progetto di ___ °C è iniziato in data:
Il riscaldamento è terminato in data (almeno 7 giorni dopo l’inizio del riscaldamento):
Il ciclo di riscaldamento è stato interrotto? ___ Sì, da ______ a ______ ___ No
L’area del pavimento riscaldato era priva di materiali edilizi e altri rivestimenti? ___ Sì ___ No
Gli ambienti erano ventilati senza correnti d’aria e il massetto era protetto dalle correnti e si è asciugato troppo rapidamente dopo lo spegnimento del sistema di riscaldamento a pavimento (finestre e porte esterne chiuse)? ___ Sì ___ No
L’installazione è stata approvata per ulteriori lavori edilizi a una temperatura esterna di ___ °C ___ L’installazione non era in uso in quel momento ___ Il massetto è stato riscaldato a ___ °C in quel momento.
Note
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Conferma
Committente / Cliente (Timbro/Firma)
Direttore dei lavori / Architetto (Timbro/Firma)
Società di ingegneria / Installatore (Timbro/Firma)

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