Parliamo di edilizia, sicurezza ed innovazione.

Buongiorno,
per la realizzazione di questo video ho preso spunto da una telefonata che mi é stata fatta da un lontano amico che sta realizzando un immobile ad uso agricolo e mi ha chiesto: "Tiziano, come posso capire se il progetto sta prendendo la giusta strada? come posso capire se il calcestruzzo che sarà usato per il pavimento sarà resistente e durevole?".
Ho deciso di sintetizzare i consigli che posso dare all'amico ed a voi, i 5 punti di estrema sintesi.
Prima di elencarvi i miei 5 brevi consigli, vorrei darvi un'immagine di quello che é attualmente il panorama dei pavimenti industriali in calcestruzzo nel nostro territorio. Per fare questo, parto da un paragone di tipo automobilistico... Quando dobbiamo acquistare un'automobile generalmente tendiamo ad informarci in merito al modello che intendiamo acquistare; i possibili consumi, pregi, difetti, prestazioni... Quando dobbiamo acquistare un pavimento industriale, anche se questo ha un costo molto, molto superiore di un'automobile, non ci sentiamo in grado di avere le competenze per valutare il nostro acquisto. Ecco quindi che tendiamo a NON informarci ed a demandare a terzi il compito di scegliere, progettare e costruire il pavimento industriale che sarà il supporto della nostra attività lavorativa per i prossimi decenni. Purtroppo, molto spesso le persone a cui demandiamo questi compiti non capiscono quale sia la reale importanza del nostro pavimento industriale e quali siano le difficoltà tecniche applicative e progettuali. Ancora oggi, molto spesso il pavimento industriale in calcestruzzo viene definito una "semplice" gettata di calcestruzzo, armata con una rete elettrosaldata e con uno spolvero di quarzo, lisciato nel miglior modo possibile. Il pavimento viene quindi appaltato e subappaltato senza delle vere indicazioni progettuali, con la mera variante del miglior prezzo di mercato. Questo segna purtroppo le basi per un clamoroso insuccesso e per costose manutenzioni future.
E' vero, il pavimento industriale viene realizzato in calcestruzzo, ma ciò non significa che sia resistente e durevole. I dati che arrivano dai tribunali italiani, indicano i pavimenti in calcestruzzo e le impermeabilizzazioni come le parti dell'edificio più soggette a problematiche e fonte di contenziosi.
Il consiglio numero 1 che posso darvi, é quello di chiedere al Vostro fornitore di progettare il pavimento in calcestruzzo. Ciò non significa fare un capitolato copia-incolla con delle semplici indicazioni sul dimensionamento del massetto e dell'armatura, ma anche tutte quelle variabili come ad esempio la massicciata (che deve avere precise caratteristiche), la maturazione del calcestruzzo, i trattamenti successivi che si rendono necessari ed un piano di manutenzione futura.
Il secondo consiglio che voglio darvi é di informarvi in merito al pavimento che state acquistando. Ciò non significa diventare progettisti od ingegneri, ma documentarsi attingendo alle informazioni gratuite, come i codici di buona pratica ed istruzioni CNR che potete trovare sul sito Conpaviper.org (o nella nostra sezione download)
Il terzo consiglio: attribuire dei ruoli chiari e precisi in cantiere. Il progettista e la direzione lavori non sono assolutamente delle figure inutili e con un costo superfluo, ma sono l'unica possibilità che avete per ottenere una struttura progettata, collaudata e durevole nel tempo.
Il quarto consiglio é: attenzione alla massicciata di sottofondo! (che é molto importante). La massicciata di sottofondo é lo strato di collegamento tra il pavimento in calcestruzzo ed il sottosuolo, ed é la parte che avrà il compito di sostenere le sollecitazioni che andremo a trasmettere al pavimento. La massicciata non deve essere una discarica per rifiuti di cantiere ma deve essere un supporto idoneo a ricevere e sostenere il pavimento industriale per decenni. La massicciata deve essere controllata e qualificate con prove alla piastra che ne determino il modulo di winkler e quindi la resistenza allo schiacciamento. Se la massicciata é cedevole, il vostro pavimento sarà cedevole; quindi fonte di problematiche quali cedimenti, crepe, sfondamenti, etc...
Il quinto consiglio: un pavimento industriale in calcestruzzo é quasi esclusivamente composto da... calcestruzzo! una materia prima che deve essere progettata e controllata costantemente in cantiere. Richiedete pertanto al vostro progettista ed alla direzione lavori di prevedere sin da subito la presenza di un laboratorio mobile che monitori costantemente durante i getti la qualità del calcestruzzo, la sua composizione e l'omogeneità di fornitura.

I miei 5 consigli sono solo un'estrema sintesi di quello che sentirei di consigliare ad un amico od a Voi per realizzare un pavimento industriale in calcestruzzo di qualità; non hanno certamente la pretesa di essere una ricetta semplice e veloce per realizzare un pavimento perfetto, in quanto le difficoltà tecniche e progettuali sono davvero molteplici.

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Per troppi anni i pavimenti in calcestruzzo hanno patito una scarsa considerazione progettuale, che ha prodotto superfici generiche, di scarsa adattabilità alle specifiche esigenze lavorative e dalla limitata durabilità, soggetti a precoce degrado ed a costanti interventi di manutenzione. I pavimenti in calcestruzzo posteso (post-teso) di ATEF rappresentano la vera svolta qualitativa nel settore delle pavimentazioni industriali.
"Ci troviamo ad Erbusco in provincia di Brescia, presso un immobile di quattromila metri quadri che sarà adibito a logistica intensiva. Alle mie spalle si stanno ultimando le fasi di getto di un pavimento post-teso. La tecnica della postensione applicata ad un pavimento industriale in calcestruzzo, consiste nell'eliminazione totale delle classiche armature costituite da reti elettrosaldate, con una maglia di trefoli di acciaio inguainati, i quali verranno progressivamente tesati i giorni successivi al getto, al fine di contrastare il ritiro igrometrico del calcestruzzo, apportare al pavimento le caratteristiche di resistenza previste da progetto, e consentire l'eliminazione totale dei giunti di contrazione e costruzione, che sono fonte primaria di degrado e manutenzioni future."
na accurata progettazione, a cura di uno staff di ingegneri di esperienza ultra-decennale, rappresenta il fulcro di tutta l'attività di realizzazione di un pavimento posteso.
"La postensione consente inoltre di ottenere caratteristiche di planarità e resistenza che non possono essere raggiunte con le pavimentazioni di tipo tradizionale." Il calcestruzzo utilizzato é frutto di un mix-design personalizzato e dell'utilizzo di speciali additivi chimici.
La qualità del calcestruzzo verrà costantemente monitorata in cantiere dal nostro laboratorio mobile. I principali vantaggi di un pavimento posteso consistono in:

  • Eliminazione totale dei giunti di costruzione
  • Elevata planarità
  • Drastico abbattimento delle spese di manutenzione del pavimento e dei carrelli elevatori.
  • Massimo comfort nella movimentazione dei carrelli
  • Assenza di fenomeni di imbarcamento (curling) del calcestruzzo
  • Garanzia decennale
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Quanto é davvero possibile il "fai da te" nel settore dei pavimenti in resina?

L’avvento del web ha consentito una diffusione globale di informazioni, con una rapidità e quantità senza precedenti nella storia dell’uomo. Purtroppo il web è anche divenuto la fonte primaria di diffusione di errate informazioni, false pubblicità e colossali bufale.
E il caso anche dei pavimenti in resina.
Le informazioni che si trovano in rete circa questo argomento, non fanno altro che accrescere il livello di confusione dei potenziali acquirenti.
Recentemente, mi capita spesso di imbattermi in articoli finalizzati a proporre i pavimenti in resina con tecnica “fai da te” (ovvero, comprate la resina e poi provvedete voi stessi a posarla, con la promessa da parte del fornitore che risparmierete un sacco di soldi).
Chi conosce le tecniche di applicazione delle resine per pavimenti, rimarrà sicuramente sbigottito nello scoprire che oggi anche un profano può realizzare un’opera che sino a ieri richiedeva una elevata specializzazione.
 

la verità?

Già dalle informazioni basilari che compaiono in questi articoli (per lo più frutto di copia-incolla), un professionista intuisce che lo scrittore ha gravi lacune tecniche e sta diffondendo informazioni errate.
Giusto per citarne alcune:

  • Preparazione del sottofondo. La preparazione del sottofondo richiede macchinari, quali levigatrici a mole diamantate e carteggiatrici. Utensili generalmente non alla portata del fai da te! Se il sottofondo non viene accuratamente preparato ed irruvidito la resina potrebbe distaccarsi in futuro.
  • Applicazione delle resine. A parole sembra tutto facile, ma con in mano una spatola la situazione è ben diversa. Occorre conoscere il materiale e le tecniche applicative di ogni singolo strato.
  • Le materie prime. Molti degli articoli citati non fanno distinzione tra i pavimenti in resina industriali ed i pavimenti in resina per la casa od il negozio. Sappiate, che le resine per uso industriale e le resine che si usano per il pavimento di casa vostra non hanno in comune praticamente nulla!
  • I pavimenti in resina sono molto resistenti ai graffi. Falso! (in parte) Un buon pavimento in resina è resistente, ma non avrà mai la resistenza al graffio di una ceramica.
  • Risultato garantito? Un professionista applicatore di resine sa che in ogni “cantiere” vi sono diverse problematiche da affrontare e da risolvere per una buona riuscita dell’opera. L’esperienza conta.
  • Costa poco. Falso! I pavimenti in resina ad uso civile non sono a buon mercato. Mi sono imbattuto in un articolo che riportava prezzi a partire da 10-15 €/mq. Assurdo! Con quella cifra non si può neanche pensare di acquistare delle materie prime di qualità, che hanno costi decisamente superiori.
     

ma quindi, se voglio realizzare un pavimento in resina, cosa devo fare?

  1. Rivolgetevi ad un professionista che si occupi esclusivamente del tipo di pavimentazione che state cercando (microcemento?).
  2. Cercate di evitare personaggi che dalla sera alla mattina si sono reinventati come posatori di pavimenti in resina (..e purtroppo ce ne sono tanti).
  3. Non fermatevi davanti alla facciata di un bel sito web. Cercate di capire se dietro c’è davvero un professionista.
  4. Cercate una azienda vicino a casa! Inutile mandare mail ad aziende che stanno a 500 km da voi!
  5. Cercate di informarvi e di chiarirvi le idee, visitate eventualmente uno showroom e decidete quale aspetto estetico volete ottenere.
     

...ma se siete ancora convinti di voler realizzare "fai da te" il vostro pavimento in resina..

Nulla è impossibile se ci si applica con convinzione e dedizione. Se disponete di una buona manualità e desiderate cimentarvi nell’opera, i passi principali sono:

  • imparare a posare la resina (ovviamente). Richiede necessariamente la partecipazione ad un corso di formazione. Alcune aziende specializzate nella formulazione di resine per pavimenti organizzano saltuariamente questi corsi per applicatori. Un corso di base ha una durata di circa 2 o 3 giorni.
  • Trovare un’azienda che noleggia i macchinari che vi occorreranno (levigatrici e carteggiatrici).
  • Allenarsi a posare la resina su superfici “usa e getta”, tipo tavole di legno. Non fate esperimenti sul pavimento di casa, sino a che non avrete preso confidenza con la materia e le tecniche di applicazione.

Buona fortuna!
 

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Molto spesso si sente parlare di pavimenti in cemento al quarzo o pavimenti quarzati. Cosa sono?

Questi termini sono divenuti di uso comune ma sono vagamente impropri.
Per pavimenti al quarzo si intende generalmente il “classico” pavimento industriale in calcestruzzo, su cui viene applicato, fresco su fresco, uno strato di corazzante superficiale a base di cemento, granuli di quarzo e sabbia silicea.

Perché viene usato il quarzo?

Il quarzo è un minerale che presenta un’ottima durezza misurata su scala di Mohs, unito ad una ampia reperibilità e quindi un costo relativamente basso. L’applicazione sopra calcestruzzo fresco di un corazzante a base di quarzo è quindi finalizzato alla realizzazione di uno strato di usura, il quale ha la funzione di migliorare le caratteristiche tecniche e le prestazioni meccaniche del pavimento, quali durezza e resistenza all’abrasione.
L’applicazione di uno strato di usura consente inoltre una più facile lisciatura della superficie e, nel caso di utilizzo di pigmenti in polvere, ottenere una colorazione della superficie.

L’applicazione dello strato di usura al quarzo.

I corazzanti a base di quarzo possono essere di due tipi:

  • A spolvero.
    Nel metodo a spolvero, il pavimento in cls viene gettato sino a quota finita. Durante le prime fasi di indurimento del calcestruzzo, viene applicato uno spolvero superficiale di una miscela costituita da cemento, sabbie silicee e quarzo in quantitativo pari alla capacità del calcestruzzo di idratare ed inglobare tale miscela. Tale strato d’usura verrà poi inglobato e lisciato con apposite fratazzatrici meccaniche (dette anche “elicotteri” per la particolare forma). Come spiegato in un precedente articolo, applicare una eccessiva quantità di spolvero per rispettare degli inappropriati criteri progettuali, può portare a conseguenze estremamente negative a causa del mancato inglobamento ed idratazione dello stesso, con conseguente delaminazione dello strato d’usura. E’ quindi compito del pavimentista, in base alla propria esperienza e competenza, valutare durante le fasi di fratazzatura il corretto quantitativo di spolvero da applicare.
  • A pastina.
    Con tale sistema il massetto di cls viene gettato ad una quota inferiore di 5-10 millimetri rispetto al piano finito. Sempre con metodo “fresco su fresco”, viene gettata una malta superficiale costituita da inerti, granuli di quarzo, cemento, acqua, additivi fluidificanti ed eventuali pigmenti.
    La “pastina” viene quindi lisciata con fratazzatrici meccaniche.
    Il metodo a pastina è molto meno utilizzato del sistema a spolvero per via dei maggiori costi e di alcune difficoltà applicative.

I limiti degli strati d’usura.

I sistemi sovra citati sono corazzanti a base cementizia, con i vantaggi ed i limiti che ne derivano.
qualsiasi corazzante cementizio non è naturalmente antipolvere ed antiolio, anzi, come qualsiasi superficie cementizia si presenterà poroso, assorbente e con tendenza a formare polvere. Nel caso siano necessarie specifiche caratteristiche tecniche di repellenza ai liquidi, sarà necessario prevedere trattamenti successivi con impregnanti a base di resine trasparenti (epossidiche, poliuretaniche od acriliche) o di specifici formulati a base di silicati di litio.
Sempre per la propria natura cementizia, la superficie non potrà mai essere uniforme e monocromatica ma presenterà difformità e sfumature tipiche del materiale. Aspettarsi uniformità cromatica dal cemento,  come aspettarsi di avere un legno monocromatico: di fatto impossibile.

Esistono altri strati di usura differenti dal quarzo?

Gli strati di usura a base di cemento e quarzo ricoprono la quasi totalità delle applicazioni in campo industriale.
Tuttavia, per applicazioni speciali in cui sono richieste particolari resistenze meccaniche, sono disponibili sul mercato anche spolveri a base di corindone naturale o sintetico (il quale ha una durezza su scala Mohs decisamente più elevata del quarzo), granuli metallici o carburo di silicio.

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Siamo lieti di annunciare che nel 2019 avremo l'onore di poter accompagnare la società SportFrog Senna nelle proprie avventure sportive.
SportFrog é una società sportiva diretta dal mitico Ivan Cerioli (ciclista di fama internazionale ed atleta olimpico), che da quasi un decennio, con coinvolgente passione ed entusiasmo, non si "limita" ad insegnare ai giovani atleti le basi dello sport, ma sopratutto a trasmettere i valori di un ciclismo sano fatto di fatica, umiltà, condivisione, onestà e sacrificio.
Sport Frog é una associazione multidisciplinare che vanta una scuola di ciclismo per bambini, una squadra di ciclisti-allievi, un affiatatissimo gruppo di podisti e, novità 2019, il nuovo Team Handbike , capitanato da Gianluigi Granellini (ciclista e triatleta oltre che grande amico di ATEF).
Cogliamo l'occasione, con questo post, di presentare la nuova divisa ufficiale SportFrogSenna 2019, destinata ad Handbikers e Ciclisti allievi.
Non vediamo l'ora di incontrarvi sui campi di gara!

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