Dopo anni di ‘insistente corteggiamento’, finalmente abbiamo il piacere di ospitare sul nostro portale il primo articolo del geom. Giovanni Manfredi Bassi, tecnico formatore di PCT Italia (azienda multinazionale produttrice dei sistemi RETANOL® per la realizzazione di massetti ad alte od altissime prestazioni).
Giovanni è un tecnologo con un’eccellente esperienza nel settore del calcestruzzo, dei massetti e della normativa tecnica di settore, con cui abbiamo avuto il grande piacere di condividere parte del nostro passato lavorativo e di crescita.
Vi invitiamo pertanto a seguire Giovanni non solo su questo canale ma anche sul suo profilo LinkedIn, cliccando su questo link.
Nell’ormai lontano 2017 tutti i Paesi appartenenti alle Nazioni Unite hanno sottoscritto un accordo nel quale si ponevano un obbiettivo comune: avere un piano di sviluppo che fosse più sostenibile, sia in termini ambientali che sociali.
Ogni Nazione ha quindi cercato di capire come poter indirizzare il proprio Mercato sulla base dei propri obbiettivi (un conto è siglare un accordo e un conto è attuarlo).
In Europa la risposta è arrivata analizzando i dati dei propri Mercati interni: la Pubblica Amministrazione è il primo acquirente di una Nazione, circa il 50% del PIL passa attraverso le casse dello Stato.
Se la Pubblica Amministrazione avesse quindi messo dei paletti ai propri acquisti avrebbe “obbligato” il Mercato (quantomeno il 50% di esso) a seguirla.
E così è stato fatto:
In Europa è stato siglato il Green Public Procurement (G.P.P.) che altro non è che una dichiarazione d’intenti nei confronti del Mercato, nella quale si indica che tutti i fornitori di Progetti e/o Prodotti e/o Servizi si dovranno attenere a determinate regole se vorranno che vengano acquistati dalla Pubblica Amministrazione.
Il compito di ogni Nazione è quello di creare un proprio piano operativo dedicato ai fornitori (di progetti, prodotti o servizi): ecco i CAM.
In virtù del fatto che l’Amministrazione Pubblica tocca molteplici settori, si è deciso di sviluppare CAM diversificati (vedi immagine)
Per capire meglio la struttura a cui è necessario approcciarsi, cerchiamo di semplificare il tutto e paragoniamolo ad un gioco in scatola.
Ipotizziamo che il G.P.P. sia il gioco a cui vogliamo partecipare; guardando la scatola ed il tabellone riuscirò a farmi un’idea ma per comprendere meglio le regole a cui mi dovrò attenere, dovrò necessariamente leggere il libretto di istruzioni: i CAM, appunto.
All’interno dei CAM avrò una serie di regole a cui io, fornitore di progetti e/o prodotti e/o servizi, dovrò sottostare per proseguire “nel gioco” della vendita alla Pubblica Amministrazione.
…continuando con questo parallelismo…
All’interno del libretto d’istruzioni CAM troverò una serie di regole obbligatorie (Criteri Base) ed una serie di regole facoltative (Criteri Premianti) in grado di farmi acquisire un punteggio più elevato (nella graduatoria del Bando di Gara).
All’interno dei CAM, per ogni tipologia di Progetto e/o Prodotto e/o Servizio, vengono indicate le regole da seguire ed i certificati o le relazioni da presentare per dimostrare di essere in linea con i requisiti richiesti (che siano essi Criteri Base o Premianti) e variano in funzione della tipologia di offerta che si sta’ definendo.
Semplificando:
Un errore che spesso viene fatto è quello di etichettare un prodotto con l’indicazione “certificato CAM”; è ovviamente un’inesattezza, una “licenza poetica” di carattere grafico e commerciale che però nasconde alcune insidie.
Il termine corretto dovrebbe essere “Certificato secondo Direttiva CAM” oppure più sintetico “Certificato secondo CAM” mentre semplificando il tutto al solo termine “Certificato CAM” si é dato credito una convinzione che “aleggia nel mondo degli acquisti” e cioè che tutto deve essere corredato da una certificazione CAM, univoca e standardizzata per ogni tipologia di Progetto, prodotto o servizio che sia.
Cosa comporta un errore di questo genere?
Spesso chi si ritrova in questa convinzione, si fa bastare un semplice foglio di carta che include il famoso loghetto verde e non verifica se il contenuto del documento è in linea con quanto richiesto dai CAM (come Certificazioni o Relazioni).
E’ buona norma verificare attentamente quanto indicato all’interno del nostro “Manuale d’Istruzioni” e richiedere le certificazioni corrette, specificandole se possibile direttamente nel Capitolato d’appalto.
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