Pavimento industriale: cosa è, come si realizza e quanto costa.

17/12/2021

L’articolo di oggi, a differenza degli altri approfondimenti tecnici, vuole essere una specie di vademecum (o Wiki, per i moderni) per la conoscenza di base del pavimento industriale in calcestruzzo.
Gli argomenti trattati saranno quindi relativamente semplici, ideali per chi sta approcciando verso la realizzazione o la ristrutturazione di un immobile industriale, una fabbrica, una logistica, etc..
Ho realizzato anche un video, che vedete qui a lato, con brevissimi consigli per chi vuole costruire un pavimento industriale di qualità.

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Cosa è un pavimento industriale?

il pavimento industriale è ovviamente una superficie idonea ad un uso industriale, quindi carrabile da carrelli elevatori a ruota semirigida, soggetto a carichi dinamici e statici (ad es. scaffalature), nettamente diversi dai carichi domestici.
Per pavimento industriale si intende generalmente una piastra di calcestruzzo armato, gettato direttamente in opera, di spessore pari o superiore a 15 centimetri (generalmente 15 – 25 cm), corazzato superficialmente con uno spolvero a base quarzo o corindone (questa è la definizione più sintetica che mi viene in mente, ma in realtà la questione è molto più complessa…).
In passato, questa tipologia di pavimento veniva definita “battuto di cemento” o “cemento industriale” (termini decisamente impropri)
Il pavimento industriale poggia su un elemento di supporto, quale una massicciata, una soletta od un vecchio pavimento. Il termine “elemento di supporto” non è scelto a caso, in quanto ha il compito di supportare il pavimento nel sorreggere i carichi, dato che la piastra di calcestruzzo non è autoportante.
Non esiste una formula per un pavimento industriale standard, generico od adatto a tutti gli usi. Ogni pavimento deve essere progettato in funzione di una prestazione da assolvere.
L’armatura del calcestruzzo che compone il pavimento industriale può essere costituita da rete elettrosaldata poggiata su appositi distanziatori, ma anche fibre metalliche o sintetiche; in tal caso si parla di pavimento in calcestruzzo fibrorinforzato o, meglio, fibroarmato.

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Come si progetta un pavimento industriale in calcestruzzo?

A seguito dell’emissione delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) del 2018, la progettazione del pavimento industriale a prestazione, è finalmente divenuta obbligo di legge.
Ciò ha segnato (o meglio, avrebbe dovuto segnare…) la fine della realizzazione di pavimenti industriali dalla portata e funzionalità sconosciute, appaltati e subappaltati al miglior prezzo, basandosi unicamente su “usi e consuetudini” risalenti agli anni ’70 o sole voci di capitolato.
Il progetto di un pavimento industriale parte dal valore di portanza della massicciata (o modulo di Winkler), il quale diviene la base di tutto il progetto.
Si procede quindi al calcolo delle tensioni indotte dai carichi statici e dinamici. E’ quindi necessario conoscere le tipologie di carrelli elevatori, di scaffalature e di altri carichi concentrati e distribuiti che graveranno sul pavimento.
Si procede quindi al dimensionamento della lastra del pavimento industriale (in funzione dello stato limite di esercizio e stato limite ultimo), della tipologia di calcestruzzo (rck, mix design, additivi..), delle armature e loro posizionamento, della disposizione dei giunti di costruzione e contrazione, etc..
Il progetto dovrà essere realizzato considerando non solo le prestazioni verso i carichi indotti, ma anche planarità, resistenza all’abrasione, resistenza agli agenti atmosferici ed a tutte le attività che si svolgeranno sul pavimento stesso.

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Le normative di riferimento per la realizzazione di un pavimento industriale.

Attualmente, in Italia, il documento tecnico più esaustivo e di più alto valore giuridico è costituito dalle Istruzioni CNR per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle Pavimentazioni di Calcestruzzo, codice DT211/2014 (documento disponibile gratuitamente nella nostra area Download).
Questo documento è stato ufficialmente citato in una nota tecnica esplicativa delle NTC2018.
La normativa UNI 11146:2005 risulta essere ancora in vigore, seppur tecnicamente obsoleta rispetto al CNR DT 211/2014.
Talvolta vengono richiesti valori di planarità secondo normativa tedesca DIN18202 o DIN15185 per la realizzazione di magazzini VNA a corsia stretta (le quali tuttavia non dovrebbero essere applicate sul territorio italiano)
Uno strumento molto utile risulta inoltre essere il Codice di buona pratica per la realizzazione di pavimenti industriali in calcestruzzo, edito da Conpaviper (Associazione Italiana Sottofondi, Massetti, Pavimentazioni e Rivestimenti Continui), anch’esso disponibile nella nostra area download o sul sito web conpaviper.org

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Come si realizza un pavimento industriale?

Una volta verificata la portanza della massicciata con prove di carico su piastra statica e dinamica, si può quindi procedere con la realizzazione del pavimento industriale.
Si procederà dapprima a posizionare uno strato di separazione e scorrimento tra massicciata e calcestruzzo, costituito da fogli di polietilene e/o geotessuto.
Si disporranno quindi i casseri temporanei di contenimento dei getti od al posizionamento di casseri metallici a perdere (che rimarranno annegati nel pavimento con funzione di rinforzo localizzato).
Si poggeranno sul fondo i distanziatori di altezza stabilita nel progetto ed alla posa di rete elettrosaldata.
I lati della rete elettrosaldata dovranno essere sormontati tra loro di una maglia (una maglia ha una larghezza massima di 20 cm).
Tutto il perimetro a contatto con la struttura e con gli spiccati in elevazione (ad es. pilastri) dorà essere isolato con una bandella comprimibile di polietilene, di spessore minimo di 5 mm (o superiore se previsto in progetto).
Terminata la preparazione si può quindi passare al getto di calcestruzzo, il quale avviene con scarico diretto dalle autobetoniere o mediante uso di betonpompa.
Il calcestruzzo viene staggiato manualmente o con l’uso di Laserscreed (vibrofinitrice a controllo laser).
Durante le prime fasi di presa del calcestruzzo, si inizierà ad applicare il corazzante superficiale, costituito da un premiscelato a base di cemento, sabbie silicee e quarzo.
Il corazzante verrà inglobato nel calcestruzzo e lisciato con macchine frattazzatrici munite di motore a scoppio.
Appena raggiunte le resistenze minime necessarie, il pavimento dovrà essere ritagliato in piastre di forma più quadrata possibile, le cui dimensioni di lato sono dettate dal progetto. Questi tagli sono denominati giunti di contrazione e controllo.
Il calcestruzzo dovrà essere sottoposto a stagionatura protetta, mediante applicazione di teli impermeabili o Curings sintetici applicati a spruzzo.
La pavimentazione ottenuta sarà calpestabile dopo 1-2 giorni e carrabile dopo 15-20 giorni (in funzione delle temperature ambientali e dei carichi)

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Quanto costa un pavimento industriale?

E’ ovviamente la domanda più diffusa, ma é molto difficile dare delle indicazioni, in quanto il calcestruzzo ha prezzi molto variabili nelle varie provincie italiane, così come anche le armature metalliche stanno avendo oscillazioni di prezzo macroscopiche.
Anche i costi di mano d’opera sono variabili; più una pavimentazione è grande, minore è l’incidenza al metro quadro della mano d’opera.
A titolo puramente indicativo, un pavimento industriale di 500 metri quadri e spessore 18 centimetri, realizzato in provincia di Milano, può avere un costo di € 28,00 al metro quadro o superiore, esclusa iva.

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