i pagamenti nel settore edilizia

27/06/2013

La vera piaga nel mondo dell'edilizia, e non solo..

Parlando con imprenditori del settore edile in tema di crisi, sentirete spesso pronunciare una fatidica frase del tipo: "il lavoro ci sarebbe anche, ma non si incassa".
Questa frase è il punto cruciale attorno a cui ruota la situazione economica italiana.
La crisi, intesa come mancanza di lavoro e di richiesta da parte del mercato, non é in realtà la prima causa di disagio delle aziende italiane.

In edilizia Il lavoro non abbonda ma c'é. Gli imprenditori di settore tuttavia sono restii ad esporsi in quanto coscienti di una situazione di totale anarchia nel ramo pagamenti/incassi.
Molte aziende agiscono in modo spregiudicato, trattenendo ingiustamente crediti per mesi od addirittura anni, in quanto non temono ripercussioni legali.

La crisi, in senso generico rappresenta molto spesso un puro pretesto per ritardare i pagamenti, e non un reale e grave momento di difficoltà.
Questo é, banalmente, il sunto della questione.

Perché allora in tv e sui giornali si parla solo di crisi e di mancanza di lavoro?
Perché il governo non si applica per debellare questo regime anarchico?

La risposta (opinione personale) é tanto semplice quanto avvilente.
Lo stato, invece di avere ruolo di garante, rappresenta in Italia il peggior pagatore in senso assoluto.
Applicandosi per risolvere il malcostume degli incassi, lo stato metterebbe se stesso nella condizione di dover affrontare i propri debiti, con la consapevolezza di non avere le risorse economiche per farlo.
 

Dati alla mano, la situazione del settore edile nell'anno 2012 é stata tragica.
Quasi il 60% delle imprese edili, paga regolarmente in ritardo (esattamente il triplo se paragonate alla Germania).
il 12,5% circa dei mancati incassi, supera i 30 giorni, il che rappresenta circa il doppio se paragonato al periodo pre-crisi.
Esaminando i dati relativi al 2007, le imprese edili che rappresentavano pagatori non propriamente regolari non arrivavano al 40%. Comunque tantissime.
A tutto questo vanno aggiunti i fallimenti e la grave contrazione dei crediti erogati dalle banche.
Peggio dell'italia riscono a fare giusto la Turchia, Spagna, Polonia ed Hong Kong.   Magra consolazione.

Quando lo stato italiano farà qualcosa per mettere le aziende italiane in condizione di lavorare più serenamente?
Quando lo stato sarà anche efficiente e collaborativo e non solo esattore e punitore?
 

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